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Ha fatto notizia la circolare con la quale il ministro italiano dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, ha invitato gli istituti scolastici a giustificare studentesse e studenti che nei prossimi giorni scenderanno in piazza per le manifestazioni organizzate nella #WeekForFuture. Un’intera settimana di mobilitazioni per salvare il pianeta dai cambiamenti climatici, promossa dal movimento #FridayForFuture e dalla sua fondatrice, la giovane attivista svedese Greta Thunberg, che ha continuato ad usare toni forti anche al Climate Action Summit dell’Onu.

Il ministro italiano ha sposato così la causa del movimento, sottolineando l’importanza del tema della mobilitazione, ma non a tutti questa sorta di endorsment ha fatto piacere.
Qualcuno ha infatti notato che Fioramonti siede in un governo e che sono i governi ad avere il potere di mettere in campo politiche per salvaguardare l’ambiente e arrestare i cambiamenti climatici. In assenza di atti concreti che vadano in questa direzione, la mossa del titolare dell’Istruzione suona più come un tentativo di cooptare la protesta e trasformarla in qualcosa di innocuo.

A sostenere questa tesi è Pierpaolo Lanzarini, agricoltore di Campi Aperti, che a titolo personale ha scritto un post su questo tema.
“È tutto un fiorire di entusiasmi per le concessioni del ministro Fioramonti che autorizza i giovani a protestare contro le politiche insufficienti a contrastare l’emergenza climatica – scrive Lanzarini -Temo di dovermi dissociare. Intanto, perché un governo che ‘autorizza’ a scioperare contro se stesso puzza di cooptazione del dissenso“.

Nel concreto, poi, l’agricoltore spiega perché non considera credibile questo governo proprio nelle misure a tutela dell’ambiente. “Una quindicina di giorni fa ha sfanculato qualsiasi ipotesi di sostenibilità in agricoltura e coperto di asfalto metà Emilia Romagna, il tutto senza scordarsi di bloccare i timidi e insufficienti tentativi di limitazione delle emissioni di CO2 proposti dal ministro Costa”. “Abbiamo 19 miliardi l’anno spesi per i sussidi alle fonti fossili e non riusciamo a trovare 5 miliardi per finanziare una penalizzazione dei carburanti più dannosi. Non riusciamo a mettere un euro di tassa sulle tratte dei voli nazionali, mentre le altre operazioni di devastazione si portano a termine”. E tornando alla questione della ‘giustificazione scolastica’, Lanzarini ha ribadito ai nostri microfoni che: “I risultati si ottengono da lotte conflittuali e radicali“, sostenedo che bisogna “cominciare a chiedere conto ai governi locali e nazionali” del loro scarso impegno nei confronti del disastro ambientale. Di qui l’invito rivolto ai giovani di #FridayForFuture: quello di non farsi sussumere dal potere.

Alessandro Canella


ASCOLTA L’INTERVISTA A PIERPAOLO LANZARINI: