Da venerdì 16 ottobre a domenica 18 ottobre si terrà la XV edizione del festival CinemAfrica, la rassegna di film dall’Africa e sull’Africa.
Ogni edizione di CinemAfrica a Bologna ha l’obiettivo, attraverso la selezione dei migliori film dell’anno, di inquadrare l’Africa da una prospettiva più reale e spesso più positiva.

Abbiamo raggiunto ai nostri microfoni Chiara Raspanti, dello staff di CinemAfrica, la quale ci ha spiegato l’importanza di un festival che parli di Africa in questo particolare 2020 segnato, oltre che dalla pandemia, da atti di razzismo e cambiamenti climatici sempre più evidenti. Il Festival sottolinea l’urgenza di riportare l’attenzione, spesso deviata su altri tipi di notizie, sull’Africa, per portarla al centro della discussione e per promuoverne la cultura.

La novità di quest’edizione è legata all’epidemia da Covid-19. Quest’anno CinemAfrica ha previsto, oltre alla visione in presenza dei film, anche la modalità in streaming. Sarà possibile avere accesso a tutti i film attraverso la sezione dedicato allo streaming sul sito di CinemAfrica. Registrandosi come studenti dell’Università di Bologna si potrà avere l’accesso gratuito sia alla visione in presenza che online. Le proiezioni avranno luogo al Cinema Perla, in Via San Donato 38. Per gli altri spettatori la visione in presenza ha il costo di 5 euro mentre da remoto di 3 euro.

CinemAfrica: le proiezioni in programma

Il programma della XV edizione prevede la proiezione di sei film lungo tre giornate.
La serata di apertura, venerdì 16 ottobre, è dedicata al documentario The Great Green Wall, molto importante all’interno della rassegna del festival in quanto ripone l’accento sull’urgenza climatica, in questo periodo passata un po’ in secondo piano rispetto all’emergenza sanitaria, ma secondo gli organizzatori del festival, ugualmente rilevante. The Great Green Wall è un documentario del 2019 diretto da Jared P. Scott che racconta il progetto attualmente in corso in Africa per andare a creare una Grande Muraglia Verde, un muro di alberi che riforesti il Sahel e il Sahara, tra Senegal ed Etiopia.

Per sabato 17 ottobre gli appuntamenti sono tre: Alyam Alyam del regista Ahmed El Maanouni , una pellicola restaurata del Cinema Ritrovato, appartenente alla storia del cinema nordafricano; Camille, dove Boris Lojkine racconta gli ultimi due anni di vita della fotoreporter francese Camille Lepage, uccisa nel 2014 mentre stava documentando il conflitto nella Repubblica Centrafricana; No Gold for Kalsaka, film di Michael K. Zongo tratto da una storia vera, riguarda l’espropriazione di terre da parte dello stato, in Burkina Faso, che vende i diritti di una miniera d’oro a una compagnia inglese, lasciando gli abitanti del luogo in condizioni di estrema povertà nonostante la ricchezza della terra in cui vivono.

Il festival si conclude domenica 18 con la proiezione di Talking about trees, documentario di Suhaib Gasmelbari su quattro amici sudanesi che, emigrati in Europa negli anni ’60, tornano e si ritrovano poi nel proprio paese e cercano insieme di fondare un cinema. Il film racconta il loro sogno di riportare la cultura in Sudan, paese che ha bandito la cinematografia in nome del Corano. Seguirà Notre Dame du Nil, film di Atiq Rahimi che spiega quali sono state le basi dello scoppio della guerra del 1994 in Rwanda attraverso una prospettiva inedita rispetto alla narrazione solita del conflitto.

ASCOLTA L’INTERVISTA A CHIARA RASPANTI: