Non si fermano le proteste dopo il nuovo dpcm di contrasto alla pandemia di Covid-19 ma, dopo i primi giorni di confusione, comincia ad essere un po’ più facile capire chi protesta, perché protesta e sopratutto cosa chiede. Se nelle piazze dei giorni scorsi abbiamo sentito spesso lo slogan “libertà, libertà”, che può essere interpretato come una richiesta di lavorare o di aprire i locali oltre i limiti fissati dalle restrizioni, a manifestare c’è anche chi non chiede una deregulation, ma misure ancora più severe affiancate però da un reddito che copra tutta la fase di crisi e di emergenza sanitaria

Pagare tutti, il presidio di Usb

Per le 18.30 di questo pomeriggio l’Unione Sindacale di Base di Bologna ha promosso un presidio in piazza Nettuno che rivendica reddito e sanità.
Il sindacato di base utilizza un altro slogan circolato molto negli ultimi giorni “Se ci chiudi, tu ci paghi!“, ma lo interpreta in un modo diverso da quello di altre piazze.
“Sono necessarie misure economiche di protezione effettiva di tutta la popolazione, un reddito che copra tutta la fase della crisi e della emergenza sanitaria”, si legge in una nota.

Il vero punto di divergenza con le proteste di ristoratori e commercianti, però, sta nelle misure messe in campo per contenere la diffusione del virus.
“Per tutelare la nostra salute ci vogliono lockdown veri, capaci di isolare e sconfiggere il virus – spiega ai nostri microfoni Luigi Marinelli di Usb – senza continuare a subire le pressioni di Confindustria che tiene in ostaggio il paese perché le fabbriche devono continuare a produrre”.
Le pressioni degli industriali sono state molto evidenti nella prima fase della pandemia e potrebbero essere al centro di gravi errori, come ad esempio le mancate zone rosse nella Bergamasca, che si sono trasformati in tragedie.

La ricetta di Usb, quindi, propone di “incrementare il trasporto locale e i mezzi e il personale nella sanità pubblica, sufficienti a far fronte all’emergenza pandemica e a dare la certezza che tutti avremo la possibilità di essere tutelati e curati”.
Per trovare le risorse necessarie, secondo il sindacato di base occorre tassando i grandi patrimoni e diminuire le spese militari.
“Se non viene fatto tutto questo in tempi rapidi – conclude Usb – sarà il tracollo economico per centinaia di migliaia di persone in tutto il paese”.

ASCOLTA L’INTERVISTA A LUIGI MARINELLI: