Abbiamo intervistato Juanito dei Chico Trujillo, band cilena che venerdì 1 novembre suonerà al Mercato Sonato di Bologna.

I Chico Trujillo stanno portando in tour in Europa in questo periodo il loro ultimo album, Mambo Mundial. Oltre 20 anni di carriera per una band che in Cile è un’icona della musica. Mescolano cumbia, rock, reggae e ska con l’intento principale di divertirsi e fa divertire.

Mambo Mundial è il nono album della formazione cilena che ha suonato in centinaia di festival, tra cui il Lollapalooza di Santiago e di Chicago, ma anche a festival universitari ma anche in piccoli eventi a sostegno delle popolazioni indigene, principalmente dei Mapuche. Il nuovo album vuole portare un messaggio di unione tra tutti i paesi del mondo attraverso quello che è il loro linguaggio: la cumbia.

Sul palco sono una sorta di orchestra, i membri della band sono 11 e creano un tappeto sonoro che obbliga a muovere tutti i muscoli del corpo.

Dalla fine di settembre sono in tour in Europa toccando Spagna, Francia, Germania, Svizzera, Olanda e, per 3 date, l’Italia. Il 30 ottobre al Cap 10100 di Torino, il 31 all’Acrobax di Roma e l’1 novembre al Mercato Sonato di Bologna.

Dopo la loro partenza in Cile han preso piede le proteste che sono sfociate in quella che si può definire ormai una guerra civile. Anche a causa del coprifuoco, da poco revocato dal presidente Sebastián Piñera, sembra di essere tornati al tempo della dittatura di Pinochet.

“Noi dobbiamo montare uno show, una festa, ma stiamo vedendo quello che sta succedendo in Ciile, non dalla televisione che è completamente manipolata, ma tramite il tam tam sui social o su alcuni giornali che riescono ad aggirare la censura.”

Per aggiornarvi sulla situazione in Cile potete leggere Prensa Opal, The Clinic, El ciudadano o seguire i Chico Trujillo su Instagram.

L’esercito con la forza sta surclassando anche il potere del Parlamento. Tortura, uccide sparando ad altezza uomo, violenta le donne che vengono arrestate.

“Noi come band siamo sempre stati politicizzati, dalla parte degli oppressi, appoggiamo le persone che manifestano in strada, prima di essere artisti e musicisti siamo esseri umani.”

ASCOLTA L’INTERVISTA A CHICO TRUJILLO:

Il Cile è devastato dal terrorismo di stato e dai crimini contro la popolazione e non solamente contro chi manifesta. La gente ha paura ad uscire per strada, ma nonostante questo la forza e la consapevolezza del momento storico che il paese sta affrontando ha spinto più di un milione di cileni a scendere in piazza sabato 26 ottobre per chiedere un paese più giusto.

I tentativi del presidente Piñera di placare gli animi della rivolta, come il cambio di alcuni ministri e la revoca del coprifuoco, non hanno sortito gli effetti che sperava.

Cile
Santiago del Cile, 26/10/2019

La scintilla che ha fatto esplodere le proteste è stato l’aumento del biglietto della metropolitana. Dopo le prime proteste il ministro dell’economia ha cercato di stemperare la tensione invitando gli studenti a prendere la metro in orari a tariffe più basse (che suona un po’ come “se il popolo non ha il pane che mangi brioches”), una presa in giro come la frase pronunciata dalla moglie del presidente e raccolta di nascosto in cui la premiere dame si diceva preoccupata all’idea di dover perdere i propri privilegi.

L’aumento del prezzo del biglietto è stato il pretesto per smascherare l’ingiustizia sociale, la corruzione e la spinta dittatoriale presenti nel paese e il ritorno alla normalità sembra ancora molto distante.