Italia Viva, il partito di Matteo Renzi, ha affossato un emendamento che avrebbe regolamentato le piattaforme per l’affitto turistico, risolvendo almeno in parte i problemi degli ultimi anni nella disponibilità di alloggi per locazioni di lungo periodo, sollevati da studenti e cittadini.
Addirittura il deputato renziano Luigi Marattin ha definito l’emendamento “AmmazzaAirbnb” ed ha fatto in modo che venisse ritirato dalla discussione della legge “Milleproroghe”.

Casa: l’affossamento dell’emendamento

Nei giorni scorsi il deputato del Partito Democratico Nicola Pellicani aveva presentato un emendamento alla legge “Milleproroghe” che introduceva tre novità fortemente richieste dai comitati cittadini che negli ultimi anni hanno denunciato i problemi dovuti all’esplosione degli affitti turistici nei centri cittadini e in linea con le regolamentazioni che in altri Paesi europei e non solo sono state già approvate.

In una riunione di maggioranza in vista della Commissione Bilancio, invece, il deputato Luigi Marattin di Italia Viva ha fatto in modo che l’emendamento venisse ritirato. Non solo, ha anche commentato: “buona notizia il ritiro dell’emendamento ‘ammazzaAirbnb’. L’esigenza di regolamentare più efficacemente il fenomeno non può coincidere con impedire l’innovazione e sommergere di burocrazia e ostacoli un’attività economica”.

Cosa prevedeva l’emendamento

A spiegare i contenuti dell’emendamento ritirato è, ai nostri microfoni, Fabio D’Alfonso, portavoce di Pensare Urbano, che a Bologna ha cominciato un percorso che ha portato anche ad un’istruttoria pubblica sul tema della casa e degli affitti turistici.
“Sono tre le novità interessanti che erano contenute nell’emendamento – racconta D’Alfonso – La più importante, a nostro avviso, era un limite di giorni su base annua per cui si può destinare un alloggio all’affitto turistico. La seconda riguardava l’onere della prova per chi affitta più di tre camere, obbligando chi le mette sul mercato a dimostrare l’insussistenza di un’attività imprenditoriale. La terza era rappresentata dalle licenze comunali, che davano il potere ad un’Amministrazione locale di fissare un numero massimo di appartamenti da destinare alla locazione turistica”.

Ora però, l’emendamento è saltato, gli host che non hanno mai gradito una regolamentazione del settore hanno vinto e, soprattutto, non ci sono certezze se il tema verrà ripreso o meno.
“A questo punto – continua D’Alfonso – vogliamo che il Pd e l’Amministrazione bolognese, che si erano impegnati a sollevare il tema a livello nazionale, ci dicano a che punto siamo a Bologna con le promesse fatte durante l’istruttoria e se il tema tornerà ad essere affrontato anche dal governo nazionale”.

ASCOLTA L’INTERVISTA A FABIO D’ALFONSO: