Ammonta a 14 il bilancio ufficiale dei morti a causa del Covid-19 nelle carceri italiane. Le informazioni, in realtà, faticano ad uscire ed è da questo bisogno che il Partito Comunista dei Lavoratori di Bologna ha organizzato l’incontro “Diritti e carcere al tempo della pandemia“, previsto per venerdì 25 settembre, alle 20.30 alla casa del popolo 20 Pietre.
Ad intervenire saranno Mario Marcuz, insieme a due esponenti di altrettante associazioni che si occupano dei diritti dei detenuti: Vincenzo Scalia di Antigone e Valerio Guizzardi di Papillon.

Carcere e pandemia: il punto della situazione

La questione delle carceri italiane ai tempi della pandemia era letteralmente esplosa con le rivolte di inizio marzo, quando in numerosi istituti di pena dello Stivale i detenuti avevano protestato contro il rischio di “fare la fine del topo”.
“La preoccupazione per il diffondersi della pandemia nelle carceri, visto il pessimo sistema sanitario carcerario – ricorda Guizzardi ai nostri microfoni – aveva portato alle rivolte, di cui noi di sicuro non siamo contenti, che sono state appena una scintilla”.

I riflettori della stampa, però, per un momento si erano accesi e il governo aveva inserito in uno dei dpcm alcune norme per consentire ad alcune tipologie di detenuti la possibilità di uscire dal carcere.
“Una misura che ha funzionato poco, perché il magistrato di sorveglianza avrebbe dovuto chiedere il parere all’antimafia – sottolinea l’esponente di Papillon – Ma quello che non si sa è che ora molti detenuti dovranno tornare dentro, tra cui molti malati, alcuni terminali”.
Guizzardi è critico anche sul ruolo del garante nazionale dei detenuti che ha rilasciato dichiarazioni che, a detta dell’attivista, sembravano garantire più il governo.
Nell’incontro a 20 Pietre, dunque, si farà il focus su questi ed altri temi per verificare le attuali condizioni e il rispetto dei diritti dei detenuti.

ASCOLTA L’INTERVISTA A VALERIO GUIZZARDI: