Riqualificare i canali di bonifica per valorizzarne il ruolo di infrastrutture verdi e blu di collegamento tra aree naturali del territorio. Sono questi gli obiettivi del progetto Life Green4Blue di Consorzio della Bonifica Renana, Università di Bologna e Legambiente Emilia-Romagna che insiste sulla rete idrica artificiale nella pianura bolognese.
Finanziato dal programma Life dell’Unione Europea per ridurre il declino della biodiversità, il progetto utilizza risorse per 2,4 milioni di euro in sei anni, di cui il 55% a carico di Bruxelles, sottolinea il project manager Andrea Morsolin.

Canali, il lavoro su flora e specie aliene

Tra le azioni del progetto c’è quello di ripristinare la flora originaria dei canali, contrastando anche quei fenomeni, come lo sversamento di sostanze nutritive, che producono poi le mucillagini nel mare Adriatico. Un’altra azione importante è quella di contrastare e contenere le specie animali aliene, come i gamberi rossi della Lousiana e le nutrie, che agiscono negativamente sugli ecosistemi e la sicurezza dei canali.
Non a caso, infatti, le nutrie in particolare sono state fra i principali indiziati per quanto successo negli ultimi anni a Bologna, quando in pochi mesi il territorio della pianura è stato colpito da ben due alluvioni, una del Reno e una dell’Idice. Se la causa principale sono i cambiamenti climatici, ricorda Lorenzo Frattini di Legambiente, non si può ignorare che le nutrie agiscano comunque negativamente.

Se i gamberi rossi, che hanno invaso tutti gli habitat scalzando di fatto i gamberi originari, hanno comunque predatori, rappresentati dagli aironi e da altri uccelli, non si può dire lo stesso per le nutrie, il cui unico predatore più vicino sarebbe il lupo, che finora non è sceso a bassa quota.
Per contenere la moltiplicazione delle nutrie – e di conseguenza l’indebolimento degli argini a causa delle tane scavate dagli animali – il progetto prevede la sperimentazione di un vaccino che agisce sulla loro capacità riproduttiva.

ASCOLTA L’INTERVISTA A MORSOLIN E FRATTINI: