Drawdown. Il piano più completo mai proposto per invertire il corso del riscaldamento globale” è il titolo, già di per sé evocativo, dell’opera che in poco più di duecento pagine racchiude il progetto di Paul Hawken, uno dei più importanti ambientalisti degli Stati Uniti.
Si tratta di un progetto di una portata senza precedenti, innovativo dal momento in cui non ci si limita alla volontà di porre un freno al fenomeno del riscaldamento globale, ma si va oltre, ponendosi come obiettivo quello di ribaltare il corso del cambiamento climatico.

Come spiegato dallo stesso autore, infatti, “in termini atmosferici il drawdown è il momento in cui i gas serra raggiungono il picco e iniziano a diminuire di anno in anno. L’obiettivo del progetto è quindi quello di identificare, misurare e modellare soluzioni sostanziali per determinare quanto possiamo realizzare entro trent’anni verso quell’obiettivo”.
Con queste premesse, e con la collaborazione di oltre duecento autorevoli scienziati di tutto il mondo, da questa ricerca sono emerse ben cento soluzioni per migliorare le conseguenze dell’effetto serra e ridurre l’eccessiva produzione di anidride carbonica.

Cambiamenti climatici, l’atlante delle soluzioni

Più che un “semplice” libro, Stefano Boeri (architetto e urbanista, celebre per la costruzione della Foresta Verticale, sprazzo di verde nel cuore di Milano) nell’Introduzione lo definisce un “atlante”: il volume infatti, raccogliendo i contributi di scienziati da ventidue paesi del mondo, affronta le grandi questioni del nostro tempo, dalla crisi ambientale alla diseguaglianza sociale, dall’impatto delle nuove tecnologie alla necessità di intervenire con strategie rigenerative a diversi livelli.

Ai nostri microfoni Massimo Brundisini, traduttore dell’edizione italiana dell’opera, sottolinea il punto di forza di questo libro, ossia la facile accessibilità – che a primo impatto contrasta con la difficoltà nel tradurre il termine “drawdown” – dovuta all’uso di un linguaggio comprensibile ai più, che si concilia però con soluzioni dotate di un fortissimo rigore scientifico. Il progetto infatti, e ciò ne garantisce la sua completa attendibilità, è stato portato avanti dai migliori esperti del mondo per ciascun settore, ed infine sottoposto a revisioni di alto livello per ben tre volte.

L’argomento “energia e ambiente”, filo conduttore delle varie ricerche, rappresenta un metaproblema, non riguarda un solo e isolato settore, né gode di un proprio fronting dove potersi confrontare; al contrario, le relative questioni possono essere trattate solo ed esclusivamente attraverso un’analisi che superi le classiche definizioni poste a designare l’inizio e la fine di diversi ambiti di studio, ossia per mezzo di ricerche multidisciplinari che confrontino osservazioni e risultati provenienti da diversi settori.
Per questo motivo, Paul Hawken si concentra in particolare su sette argomenti che si rivelano, anche se a prima vista distanti, tra loro profondamente collegati: energia, alimentazione, donne e giovani donne, edifici e città, uso del suolo, trasporti e, infine, materiali.

L’opera si chiude con un capitolo dedicato alle prospettive future. La visione di Hawken, infatti, seppur conscia della gravità della situazione attuale, non è prettamente pessimista; al contrario, si tratta di una proposta costruttiva, di un concreto tentativo di invertire il corso degli eventi che, in mancanza di un netto e radicale intervento, porterebbe all’inevitabile punto di non ritorno.
Non a caso, riflette Boeri, si è scelta l’espressione “to reverse global warming” invece del più classico “to stop global warming”: non ci si può infatti limitare a rallentare i trends di accelerazione che da ormai più di un secolo caratterizzano il processo di riscaldamento del pianeta, con l’ambizione di mantenere costante il livello attuale. Piuttosto, invece, lo sforzo della collettività si deve concentrare sul tentativo di invertire questi trends.

“Ognuno, a seconda del proprio ambito di azione e interesse – continua l’analisi di Brundisini – può trovare dentro queste cento soluzioni quella che più corrisponde alle proprie caratteristiche e al proprio lavoro, così da poter migliorare la situazione, in primo luogo all’interno del suo specifico campo”.
Proprio questa spinta all’azione in prima persona, fornendo concrete soluzioni che si intersecano con la vita di ciascun individuo, anche se in modi differenti, rappresenta probabilmente il punto di maggior forza del progetto di Hawken: non si tratta infatti di cambiamenti che riguardano solo certi settori dell’economia o determinate aree del pianeta, ma di un programma di azione globale che deve essere portato avanti da tutti, in ogni campo della vita quotidiana.

Le presentazioni del libro

Sono diversi gli appuntamenti per la presentazione del libro, che vedranno la presenza di esperti e voci autorevoli per approfondimenti all’interno dei diversi settori. Il primo incontro avrà luogo il 20 febbraio, presso la Casa della Pace di Casalecchio (BO), alle ore 20.20; interverrà Vittorio Marletto, Dirigente Responsabile dell’Osservatorio Clima. Una presentazione analoga verrà organizzata per il giorno 28 febbraio, a San Lazzaro (BO). A sancire la qualità e l’importanza di un tale progetto, infine, l’organizzazione di un terzo incontro presso la prestigiosa Biblioteca dell’Archiginnasio, previsto per il 7 maggio, al quale prenderanno parte anche Vincenzo Balzani, Andrea Segrè e il professore Glauco Gresleri.
Si invita inoltre a consultare il sito drawdown.org per un approfondimento e per continui aggiornamenti del progetto: “chiunque”, questo il messaggio alla base del lavoro, “può contribuire a migliorare le condizioni del pianeta. L’importante è farlo adesso”.

Teresa Fallavollita

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