La giunta regionale dell’Emilia Romagna ha deciso di fornire ai senza fissa dimora e famiglie numerose con quattro o più figli delle tariffe agevolate per i trasporti. Una misura che, nelle parole della vicepresidente della Regione, Elly Schlein, e dell’assessore regionale ai Trasporti, Andrea Corsini risponde alla necessità di estendere il sostegno ai cittadini più fragili assicurando loro una maggiore accessibilità ai trasporti.
L’accessibilità consisterà in una copertura integrale dei costi degli abbonamenti per le persone senza fissa dimora, mentre per gli abbonamenti “Mi muovo insieme” saranno previsti degli sconti riguardo i biglietti urbani ed extraurbani. Oltre ai senza fissa dimora, potranno usufruire di questa agevolazione le famiglie numerose con Isee non superiore a 28mila euro.

Il provvedimento si concretizzerà grazie all’investimento di 1,5 milioni di euro provenienti dal fondo sociale regionale nei confronti di un più solidale programma di mobilità.
Un provvedimento utile a far fronte alle difficoltà dei cittadini più fragili, ma soprattutto «una misura giusta», come definita da Schlein e Corsini, che ora non escluderà nessuno dal diritto alla mobilità.

Senza fissa dimora, una lunga battaglia di Avvocato di Strada

Grazie al rinnovo dell’accordo regionale, ora i senza fissa dimora potranno evitare il costo dei trasporti. «Sono oltre dieci anni che ci occupiamo del tema delle multe», racconta ai nostri microfoni Antonio Mumolo, presidente dell’associazione Onlus Avvocato di strada che dal 2007 tenta di offrire una protezione legale adeguata alle categorie sociali più deboli.
Le sanzioni sui trasporti pubblici hanno influenzato quotidianamente la vita dei senza fissa dimora. «Se le persone vivono nei dormitori non hanno soldi e i dormitori sono posizionati a distanze elevate rispetto alle mense – spiega Mumolo – ogni giorno si deve prendere un autobus rischiando di prendere una multa. Non è soltanto una sanzione amministrativa, ma un’umiliazione di una persona che non ha un biglietto perché non può pagare».

Sono tantissime le persone senza fissa dimora che si sono rivolte ad Avvocato di Strada per questo problema. La casistica dei soggetti sanzionati, infatti, è molto alta: solo a Bologna ogni anno venivano registrate oltre 500 multe. L’assistenza legale offerta da Avvocato di Strada doveva affrontare una lunga trafila burocratica che, oltre all’associazione e alla persona multata, coinvolgeva i servizi sociali del Comune e un ufficio dedicato presso Tper, la società dei trasporti.
«In questo modo perdevano tutti – sottolinea il presidente di Avvocato di Strada – Tper perché i suoi controllori potevano fare altro, magari sanzionando davvero chi cerca di truffare, ma anche il personale dell’ufficio impegnato a rispondere a noi, la persona senza dimora per le umiliazioni subite e noi che ogni giorno dovevamo seguire pratiche di quel tipo».

La proposta di chiedere che i biglietti e gli abbonamenti per le persone indigenti venissero pagati da fondi sociali è stata avanzata dallo stesso Mumolo molti anni fa in Comune. Un’analoga istanza è stata presentata anche in Regione, dove l’avvocato ricopre anche il ruolo di consigliere. «Ho chiesto alla regione Emilia Romagna di occuparsi questo tema e organizzare un incontro avvenuto a novembre – racconta – Dall’incontro è scaturita questa delibera che finalmente risolve questo problema».
La battaglia, però, è stata lunga e faticosa. «Una mattina occupammo Tper rimanendoci dentro sei ore, guardando le multe una per una di quelle persone per chiederne l’annullamento», racconta Mumolo.

Dopo anni è arrivata la soluzione e la battaglia portata avanti da Avvocato di Strada ha registrato una vittoria. La misura regionale ora garantisce l’inclusione dei senza fissa dimora fra le categorie sociali svantaggiate, che potranno godere del diritto alla mobilità.

Vittoria Torsello

ASCOLTA L’INTERVISTA AD ANTONIO MUMOLO:

Articolo precedenteCos’è transizione ecologica e cos’è greenwashing
Articolo successivoI Poets sono gli ospiti della undicesima puntata di The Show Must Go On