La stazione centrale di Bologna potrebbe cambiare nome e diventare “stazione 2 agosto”, rievocando la data dell’attentato fascista che il 2 agosto 1980 provocò 85 morti e 200 feriti. Ne ha parlato il presidente dei famigliari delle vittime, Paolo Bolognesi, in un articolo sul periodico dell’Anpi, raccontando l’iter che potrebbe portare ad una nuova intitolazione.
“L’idea è venuta ad un cittadino e a noi è piaciuta molto – spiega Bolognesi ai nostri microfoni – Il sindaco Virginio Merola ne ha parlato con le ferrovie e ora siamo in attesa che la cosa venga fatta”.

Bologna stazione: la memoria del 2 agosto

Intitolare la stazione di Bologna al 2 agosto sarebbe un efficace strumento per fare memoria. “È un modo nazionale e internazionale per poter ricordare quanto accadde quarant’anni fa – osserva il presidente dei famigliari delle vittime – Semplicemente viaggiando, con la dicitura ‘2 agosto’ sui biglietti, le persone possono ricordare che questa è la stazione dove avvenne la strage”.
Già oggi, racconta sempre Bolognesi, alcuni cittadini stranieri contattano l’associazione dopo aver visto lo squarcio sul muro al primo binario della stazione. Da quell’esperienza sono nati libri, racconti e articoli di giornali, che hanno contribuito a portare la storia del 2 agosto anche fuori dai confini nazionali.

Poiché siamo nell’anno del quarantesimo anniversario, inoltre, sindaco e famigliari hanno il sogno di riuscire a portare sul palco delle celebrazioni, in piazzale Medaglie d’Oro, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
“Sarebbe molto bello – osserva Bolognesi – Anche in questo caso il sindaco Merola ha fatto la richiesta formale al Quirinale e speriamo di poter avere con noi il presidente per il quarantesimo”.

Il quarantesimo come “anno della svolta”

Proprio questo 2020 potrebbe essere l’anno della svolta per la verità sulla strage alla stazione di Bologna. La recente condanna in primo grado per concorso nella strage, inflitta all’ex Nar Gilberto Cavallini, e la conclusione dell’indagine sui mandanti, che hanno individuato i nomi di Licio Gelli ed altre persone, tra massoni, terroristi e uomini dei servizi e delle forze dell’ordine, “secondo alcuni nostri legali potrebbero addirittura riscrivere la storia d’Italia, almeno per la parte criminale e politica”, sostiene Bolognesi.

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