Le questioni irrisolte della pandemia sono ancora tutte sul tavolo e i problemi pregressi, aggravati dal Covid-19, meritano una risposta strutturale. Per questo motivo, su spunto di Riders Union, alle 18.00 di domani, in piazza Nettuno, “Bologna scende in piazza“. È proprio questo il titolo della manifestazione che rivendica reddito, salute, diritti e welfare per tutte e tutti.

In piazza per reddito, salute, diritti e welfare

“Dai fattorini alle partite iva, dai lavoratori dello spettacolo a quelli della ristorazione, sono tanti quelli che in questi mesi sono rimasti ai margini delle politiche messe in campo dal governo per far fronte alla difficile situazione che stiamo vivendo – scrivono i riders nell’evento che promuove la manifestazione – Il Covid-19 colpisce tutti ma la crisi sociale ed economica che ne segue non fa altrettanto. Come le grandi piattaforme del food-delivery, c’è chi continua a fare profitti mentre altri restano privi di qualsiasi ammortizzatore sociale o reddito“.

I promotori dell’iniziativa sottolineano le differenze tra la prima fase della pandemia e questa seconda ondata. In particolare, rispetto ad alcuni mesi fa “quando il lockdown sembrava quasi un momento di ristoro carico di aspettative”, la situazione è cambiata radicalmente e “c’è un malessere diffuso di cui bisogna prendere atto perché poco o nulla è stato fatto, se non rimandare i problemi strutturali che da tempo vengono denunciati e promettere qualche ristoro insufficiente o che tarda ad arrivare”, sottolinea Riders Union Bologna.

Rifiutando il ricatto tra lavoro e salute, anche perché “coloro che sono rimasti senza lavoro ha dovuto affrontare mille difficoltà e non per questo hanno avuto possibilità di tutelare la propria salute”, si invita a scendere in piazza per far sentire la voce degli invisibili, di chi è rimasto ai margini delle politiche di questo Paese.
L’appello, dunque, non è rivolto solo ai ciclofattorini. Dopo l’assemblea pubblica dello scorso 3 novembre, Riders Union Bologna vuole dar vita ad un “corteo largo e plurale”. Tra le realtà che hanno già risposto all’appello figura Vag61, che ha dato la propria adesione con una nota.

ASCOLTA L’INTERVISTA A MAURILIO DI RIDERS UNION: