Emissioni nette zero entro il 2030. È questa la sfida che l’Unione Europea lancia alle città del continente, selezionando cento centri d’avanguardia che facciano da modello. Il Comune di Bologna punta a rientrare in questo esclusivo club di campioni europei, e per farlo chiama a raccolta tutte le istituzioni pubbliche del territorio: l’Università in primis, ma anche le partecipate Hera, Tper, Acer.
Il lancio della candidatura è avvenuto questa mattina nella cornice verde delle Serre dei Giardini Margherita. A presentare l’evento il sindaco Matteo Lepore, l’assessora alla transizione ecologica Anna Lisa Boni, il rettore dell’Università di Bologna Giovanni Molari e le dirigenze delle grandi aziende comunali.

Clima Bologna: il Comune punta a diventare una delle 100 città europee modello

L’obiettivo dichiarato è la decarbonizzazione, il raggiungimento entro 8 anni dell’equilibrio tra i gas climalteranti emessi e quelli riassorbiti. Le iniziative funzionali a questo scopo saranno molteplici e toccheranno tutti i campi della vita cittadina: dalla mobilità all’efficienza energetica degli edifici, dall’illuminazione pubblica ai rifiuti all’installazione di impianti rinnovabili.
«In questi anni abbiamo già visto le emissioni scendere in molti settori», ha detto l’assessora «ma adesso dobbiamo accelerare. Grazie anche ai fondi del Pnrr e il quadro normativo del Green Deal abbiamo le risorse per farlo».
«Entro marzo sapremo se l’Unione Europea ci avrà selezionato tra le cento città campione – ha aggiunto il sindaco Lepore – ma se anche la candidatura avesse esito negativo noi continueremo comunque a portare avanti il piano per le emissioni nette zero entro il 2030».

Hera ha rivendicato l’alto tasso di differenziazione dei rifiuti e il risparmio delle emissioni dovute all’estensione del teleriscaldamento in nuove zone della città. Per il futuro ha annunciato Power To Gas, un piano per la produzione di idrogeno e gas verde prodotto con l’energia dell’inceneritore cittadino. Tper ha ricordato la riduzione del 16% delle emissioni nel trasporto pubblico durante l’ultimo triennio e ha promesso: flotta totalmente fossil-free, alimentata senza combustibili fossili, entro il 2030. Per il trasporto pubblico urbano si va verso il 100% elettrico, mentre per le altre zone si ragiona ancora anche di idrogeno e metano.

Tra le novità annunciate anche l’assemblea dei cittadini per il clima, un organo consultivo composto da bolognesi estratti a sorte e chiamati a discutere le politiche climatiche della città. Nuova anche l’idea del city contract, un patto tra Comune, istituzioni pubbliche e privati volto al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione.
Incalzato dai giornalisti, il sindaco ha difeso la scelta di costruire il cosiddetto Passante, l’allargamento dell’autostrada, molto criticato dagli ecologisti . «Il passante di nuova generazione sarà una struttura militante – ha detto Lepore – ci aiuterà a muoverci in modo alternativo». Rispondendo alle domande di Radio Città Fujiko l’assessora Boni ha spiegato che, oltre al taglio delle emissioni, anche la compensazione di quelle eliminate tramite riforestazione giocherà un ruolo. «Potrebbe essere un 20% della soluzione – ha dichiarato – ma tutti gli alberi necessari saranno piantati sul territorio».

ASCOLTA LE INTERVISTE A MATTEO LEPORE E ANNA LISA BONI:

Lorenzo Tecleme

Articolo precedenteIl ruolo dell’arte nello spazio pubblico al tempo della pandemia secondo Collagene
Articolo successivoMoon Records