Oggi, martedì 13 ottobre, al Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna, è stato presentato il Bologna Jazz Festival, edizione dei ricordi e delle celebrazioni: una ricorrenza storica imprescindibile (il centenario della nascita di Charlie Parker affidato a una trinità di sax: Francesco Cafiso, Mattia Cigalini, Jesse Davis); il sentito saluto a Steve Grossman, figura imponente della storia jazzistica che ha legato indelebilmente il proprio nome alla scena musicale di Bologna e il progetto monografico di Paolo Fresu su David Bowie, stella pop che ha sempre illuminato anche le lande del jazz. Il BJF si può dire che sfiori la definizione di assoluto. Attorno a questi omaggi si svilupperà la nuova edizione della kermesse jazzistica bolognese, dal 30 ottobre al 15 novembre. Oltre ai numerosi concerti, il programma del festival includerà importanti contenuti didattici e un’esposizione dedicata a Steve Grossman (1951-2020). Il Maestro è stato uno dei musicisti statunitensi che più hanno lasciato il segno sulla scena jazzistica italiana. Nel corso degli oltre vent’anni trascorsi a Bologna, ha contribuito a formare molti dei più interessanti musicisti emersi in Emilia.

Abbiamo intervistato il direttore artistico Francesco Bettini e il presidente Federico Mutti che ci hanno introdotto l’intera rassegna.

Il Bologna Jazz Festival espande le sue frontiere tra i teatri e i jazz club

Il BJF 2020 sarà multilocalizzato: oltre ai teatri bolognesi che ospiteranno i concerti principali, il festival sarà di casa in numerosi altri luoghi cittadini, espandendosi anche nei comuni dell’area metropolitana nei jazz club della provincia di Bologna, Modena, Ferrara e Forlì. Il primo dei grandi omaggi del Bologna Jazz Festival 2020, il 30 ottobre sarà al teatro Duse in collaborazione con Coop Alleanza 3.0, in onore del centenario della nascita di Charlie Parker. Nel suo nome e sul suo repertorio musicale si troveranno riuniti i talenti di tre quotatissimi altosassofonisti: Francesco Cafiso, Mattia Cigalini e l’eloquente portavoce di New Orleans Jess Davis. Una front line di ben tre sassofoni è indicativa di un’occasione speciale, di un omaggio che riecheggia la frenesia ritmica e vitale di Parker.

ASCOLTA L’INTERVISTA A FRANCESCO BETTINI:

We Won’t Forget – Bologna celebra Steve Grossman” (il 6 novembre al Teatro Auditorium Manzoni, in collaborazione con Gruppo Unipol) sarà un omaggio accorato a uno dei più autentici giganti della musica afroamericana da parte dei jazzmen che con lui hanno lungamente condiviso la vita e la musica. Riuniti sullo stesso palco ci saranno ben dodici tra i jazzisti più in vista della scena non solo bolognese ma anche nazionale: Flavio Boltro e Tom Kirkpatrick alla tromba, Carlo Atti, Piero Odorici e Valerio Pontrandolfo al sax tenore, Danilo Memoli e Nico Menci al pianoforte, Paolo Benedettini e Stefano Senni al contrabbasso, Max Chiarella, Roberto Gatto e Fabio Grandi alla batteria. La serata sarà articolata in ben cinque set, in un continuo e caleidoscopico rimescolarsi dei musicisti.

Il jazz ha ricevuto molto da David Bowie e ora gli restituisce qualcosa: un omaggio in grande stileorchestrato attorno alla tromba di Paolo Fresu (13 novembre al Teatro Auditorium Manzoni, in collaborazione con Gruppo Hera). Il cast di “Heroes” è a dir poco stellare, completato da Petra Magoni, Gianluca Petrella, Francesco Diodati, Francesco Ponticelli, Christian Meyer: una band unica, creata appositamente da Fresu per questo progetto convocando grandi musicisti eclettici e provenienti da esperienze diverse, anche lontane dal jazz. Le produzioni principali del festival saranno seguite da ulteriori live dopo concerto al Camera – Jazz & Music Club, per entrare a suon di jazz nel cuore della notte.

Per maggiori informazione sull’evento consultate il sito web: https://www.bolognajazzfestival.com/

ASCOLTA L’INTERVISTA A FEDERICO MUTTI: