BOLOGNA JAZZ FESTIVAL : Dave Holland, Chris Potter e Zakir Hussain

CROSS CURRENTS TRIO: HOLLAND – HUSSAIN – POTTER

Dave Holland, contrabbasso; Zakir Hussain, tabla; Chris Potter, sassofoni
ore 21.15 Unipol Auditorium, Bologna

SLOW GOLD

JAZZUSHI

Filippo Orefice sax tenore; Stefano De Bonis pianoforte; Stefano Dallaporta basso; Andrea Grillini batteria

Sconto del 10% per i possessori dei biglietti dei concerti in abbonamento.

19:30 & 21:30 Zushi, Bologna

CANIO COSCIA QUARTET

Canio Coscia, sax tenore; Filippo Galbiati pianoforte; Kim Baiunco contrabbasso; Dario Rossi, batteria

23:15 Camera – Jazz & Music Club, Bologna

Protagonisti: Dave Holland, Chris Potter, Zakir Hussain

Chris Potter, uno dei più celebrati saxofonisti della scena attuale, celebra una delle magie del jazz in bilico tra  l’arte dell’improvvisazione, la creazione dell’istantaneo,con  una pratica che non necessita giustificazione al di fuori da sè, un ever green in lungo ed in largo nei tempi e negli stili.
Le intuizioni improvvisative del saxofonista, diviso tra reminiscenze post coltraniene e fraseggi degni del Sonny Rollins d’annata disegna una  musica si snoda tra momenti funky, ballad, calipso, per finire con  citazioni bebop tipiche di una grtande tradizione.La fascinazione del grande performer rivive ad ogni concerto, trascinando sapientemente il pubblico in un gorgo di emozioni fatte di serrati fraseggi, accenti ripetuti con geometrica lucidità, riff saturi di blues e sonorità ora distese, ora graffianti.

Chris Potter è nato a Chicago, nell’Illinois, ma la sua famiglia si è trasferita a Columbia, nella Carolina del Sud, dove ha trascorso gli anni della sua formazione. Potter mostrò presto un interesse per un’ampia varietà di musica diversa e imparò diversi strumenti, tra cui la chitarra e il piano. Si rese conto dopo aver sentito Paul Desmond che il sassofono sarebbe stato il veicolo che gli avrebbe permesso di esprimersi musicalmente al meglio.

Ha suonato il suo primo concerto jazz professionale su sax alto all’età di tredici anni. Ha sviluppato un seguito locale devoto mentre si esibiva con Johnny Helms e Terry Rosen. Dopo aver lasciato la Columbia dopo essersi diplomato alla Dreher High School, Potter ha frequentato il college a New York City, prima alla New School e poi alla Manhattan School of Music. A New York ha iniziato a esibirsi con i Red Rodney.

 Dave Holland, ancora giovanissimo, partecipò all’avventura rock davisiana nel mitico concerto all’isola di White nel 1970. Lo ritroveremo qualche anno dopo, nel ”74, protagonista di un’altra pagina memoraile della storia del jazz, nel quartetto di Anthony Braxton nelle imprescindibili registrazioni per la Arista Records. Anche a suo nome ci ha regalato vinili della ptenza quali Conf Dave Holland che, ancora giovanissimo, partecipò all’avventura rock davisiana nel mitico concerto all’isola di White nel 1970.erence of the Bird, mentre partecipava a trii del calibro di quell con Sam Rivers. Vogliamo anche ricordarlo, in questa succinta carellata di medaglie al valor jazzistico, anche nelle sue comboes degli anni ’80, quando in una memoria post davisiana, costruiva un sound ricco di funky mettendo in risalto un giovane contralto di nome Steve Coleman, che da questa esperienza prese spunto per creare la sua idea di Mbase Music. Tutta questa fulgida carriera Holland l’ha retta grazie ad una perfetta cavata sul suo strumento, grande erede della scuola di Scott LaFaro.

Zakir Hussain ha accompagnato tutte le luci principali della musica classica Hindustani, sia vocale che vocale strumentale – di Pandit Ravi Shankar, Ustad Vilayat Khan, Ustad Ali Akbar Khan, Pandit Hari Prasad Chaurasia, Pandit Shiv Kumar Sharma, Pandit VG Jog, Pandit Bhimsen Joshi, Pandit Jasraj e molti altri.

Figlio del grande percussionista Alla Rakha oltre ad essere un eccellente accompagnatore, Zakir ha attirato grande attenzione e ha aumentato il profilo dei giocatori di tabla, sia attraverso le sue escursioni da solista come accompagnatore che attraverso le sue esibizioni da solista di tabla. Il suo fascino sul palcoscenico e il suo virtuosismo aumentavano da soli la visibilità dei giocatori di tabla, che in passato non erano considerati molto importanti per la performance. Zakir ha reso le stelle dei giocatori di tabla e un’intera generazione di giovani giocatori di tabla è cresciuta imitando i suoi gesti della testa e persino il suo stile di capelli durante l’esecuzione. È giusto dire che, con l’avvento di Zakir Hussain, c’è stato finalmente un pubblico in un concerto hindustani che è venuto non solo per ascoltare il principale artista di melodia ma anche per l’artista di tabla di supporto.

Pensierino della sera …

“Il jazz è ritmo e significato.”
HENRI-EMILE MATISSE