Il 28 maggio scorso il parchetto retrostante la sede di Xm24, sgomberato il 6 agosto del 2019, fu recintato e sgomberato e, in risposta, un gruppo di attivisti forzò le cancellate di lamiera che proteggono il cantiere Acer dove si dovrebbe realizzare un cohousing, entrando e scoprendo che i lavori non erano cominciati.
Ora alcuni attivisti hanno subito una perquisizione nelle proprie case, il sequestro di materiale informatico e hanno ricevuto l’accusa di devastazione e saccheggio. Lo rende noto lo stesso Xm24 sul suo sito.

Xm24, l’azione giudiziaria contro gli attivisti

“Ieri mattina intorno alle 7:00 la polizia ha perquisito le case di alcuni nostri compagni, sono stati portati via computer, cellulari e capi di abbigliamento. Nelle indagini, viene contestato il reato di ‘devastazione e saccheggio’, dagli otto ai quindici anni di pena – si legge nel comunicato di Xm24 – I fatti contestati fanno riferimento al 28 maggio scorso, quando un ingente schieramento di forze dell’ordine si presentò quel giovedì pomeriggio al parchetto accanto a Xm24, intimidendo le persone presenti, per recintare il parchetto”.

Il centro sociale sottolinea che dietro le lamiere dell’ex sede di Xm24 quel giorno tutti hanno visto un rudere deserto, svuotato di tutto, in completo stato di abbandono. Nessuna traccia di lavori o cantieri, ma solo le macerie e i ricordi delle attività del centro sociale.
“Rispediamo le accuse al mittente: chi saccheggia è Acer, che si vanta della quota zero delle occupazioni a Bologna, chi devasta da anni in Bolognina è il PD, sgomberando spazi sociali ed esperienze di comunità e svendendo il quartiere alla speculazione”, accusano gli attivisti, che già annunciano già di voler rispondere collettivamente all’attacco repressivo.
“Come da 17 anni, giovedì alle 18 saremo tuttx in quartiere, alla rotonda
di XM24, solidalx con i compagni colpit e a contrastare l’ennesimo
saccheggio ai danni della Bolognina: lo Student Hotel”.