Alla vigilia del Super Tuesday delle primarie americane, una fotografia su Bernie Sanders, il candidato “socialista”, attraverso il libro “Quando è troppo è troppo” (Castelvecchi editore) di Rosa Fioravante.  Una raccolta di discorsi del candidato alle primarie democratiche che sta rivoluzionando la politica americana.

Bernie Sanders ha 74 anni, è in politica dai tempi dell’Università e non ha problemi a dichiararsi socialista. Non proprio il classico profilo del candidato alle presidenziali negli Usa. Eppure potrebbe essere. Infatti è rimasto l’unico a concorrere con Hillary Clinton alle primarie democratiche e, se inizialmente le sue probabilità di vittoria sembravano nulle, ad un giorno di distanza dal Super Tuesday le previsioni sono quanto mai incerte. E questa incertezza è già una notizia, un cambiamento importante nello scenario politico statunitense.

Proprio per diffondere il pensiero di questo personaggio così anomalo, Rosa Fioravante ha scritto un libro intitolato “Quando è troppo è troppo” (Castelvecchi editore), che uscirà il 5 marzo e in cui ha raccolto e tradotto alcuni dei suoi discorsi, tra cui quello che dà il titolo al libro: “Enough is enough”.
“Il pensiero di Bernie Sanders è rivoluzionario – afferma Rosa Fioravante – non solo per lo scenario degli Stati Uniti, ma potenzialmente anche per tutto il mondo occidentale”.

In particolare, gli assi portanti del suo pensiero politico sono due secondo l’autrice del libro: “Prima di tutto vi è la sua volontà di combattere quella che ritiene essere l’oligarchia del mondo di Wall Street e delle multinazionali, che pagano le campagne elettorali dei politici e, attraverso questo denaro, ne controllano le decisioni. Bernie infatti non si fa sostenere dal mondo della finanza e dalle grandi aziende, nel tentativo di restituire la politica democratica ai cittadini. Anzi: chiede proprio a loro di finanziare la sua campagna elettorale con delle donazioni. Il secondo asse è la sua fede politica, che lui stesso non ha problemi a definire socialista, in assoluta discontinuità con la tradizione liberal, moderata e centrista della sinistra americana”.

Il programma di Bernie Sanders, per molti aspetti, è vicino al modello di Welfare europeo, dalla sanità pubblica all’accesso all’istruzione: un elemento molto importante secondo Rosa Fioravante. “Uno degli obiettivi del libro è proprio questo – chiarisce infatti l’autrice – sottolineare il fatto che quelle stesse conquiste che noi oggi riteniamo scontate, e che stiamo in una certa misura perdendo, sono rivendicate come una priorità da chi non le ha mai avute”.

Ma Bernie Sanders, con il successo clamoroso che sta ottenendo soprattutto tra i giovani (le percentuali a suo favore superano l’80% quando si parla di ragazzi e ragazze), è anche una risposta a quella politica di rottamazione che ha dominato la politica italiana nell’ultimo periodo. Quest’uomo dai capelli bianchi e dall’esperienza politica trentennale infatti sta portando avanti con successo idee e obiettivi considerati rivoluzionari, conquistando una fetta di elettorato sempre più ampia e dando visibilità mediatica a tematiche innovative ed evidentemente diffuse.

“Esiste un precedente abbastanza recente in questo senso – sottolinea Rosa Fioravante – ed è l’elezione di Jeremy Corbyn in Inghilterra. Credo che il motivo sia da rintracciare nelle promesse di grandi libertà e infinite possibilità che erano state fatte con la globalizzazione, e che sono state completamente disattese, perché oggi i giovani si trovano in un mondo che sia economicamente sia politicamente li marginalizza. Per cui non c’è bisogno di avere il candidato giovane se giovani sono percepite le sue idee.

In particolare, sono tre gli elementi che spiegano il successo politico avuto da Corbyn in Inghilterra e da Sanders in America secondo l’analisi di Rosa Fioravante: il fatto che siano delle figure di esperienza, ma di esperienza fatta al servizio dei cittadini, che siano stati sempre coerenti nei propri valori anche quando non era conveniente farlo, e che rifiutino le logiche del passato. “Certo – conclude l’autrice del libro – c’è anche una componente di rifiuto dell’establishment. La credibilità dei personaggi passa in questo caso non dall’età anagrafica ma dal fatto che il rinnovamento sia fatto sulla base delle idee”.

Anna Uras