Barriere architettoniche e diritto alla mobilità

Presentato in Comune il “Progetto Barriere Architettoniche”. I sindacati confederali dei pensionati e i quartieri Navile, San Donato e San Vitale, impegnati in una mappatura delle barriere architettoniche, per restituire ai cittadini il diritto alla mobilità.

Eliminare le barriere architettoniche significa rendere più democratica la società. E’ con questo spirito che sindacati dei pensionati e istituzioni collaboreranno per la realizzazione di un gruppo di lavoro con l’obiettivo, coraggioso, di censire tutte le situazioni che, sia nello spazio pubblico che in quello privato,  negano ai bolognesi il diritto di muoversi. “Una risposta -si dice da Palazzo d’Accursio- che si inserisce in una serie di azioni intraprese a tutela delle categorie più deboli.

Per Valentino Minarelli, del SPI Cgil, il progetto è frutto di un “accordo fatto due anni fa con il Comune, rivolto a persone fragili con problemi di mobilità. Bologna deve adeguarsi all’invecchiamento della popolazione, mentre il patrimonio immobiliare soffre storicamente della presenza di barriere architettoniche.”

In gioco, insomma, c’è un’integrazione sociale da garantire, come previsto, solo per fare un esempio, dalla Carta dei disabili di Barcellona del 1995.

“Noi, attraverso i volontari nei quartieri -spiega Minarelli- raccoglieremo le segnalazioni dei cittadini in una scheda per giungere, con i quartieri, ad una pianificazione dei bisogni.

Resta, però, il nodo delle risorse. Il progetto, infatti, non è finanziato, e gli interventi rientreranno nella voce manutenzione.