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Ai microfoni di Fujiko Factory Walter Vitale, batterista de la Balca Bandanica, un nome che per il gruppo stesso “è una supercazzola incorporata”. Il 20 ottobre il live al Binario 69.

“Il nome della band è una supercazzola voluta”. È così che Walter Vitale, batterista dei Balca Bandanica, sintetizza ai nostri microfoni il nome del gruppo composto da Mike Lovito alla tromba, Vincenzo Tancredi alla chitarra, Francesco Bomparola al basso e, appunto, Walter Vitale alla batteria. Una storia che comincia, in un qualche modo, da Bologna, dove Walter ha vissuto fino a qualche anno fa.

Grazie alle esperienze dei singoli componenti della band, che affondano le proprie radici nel jazz, rock, funk, folk, classica, si ottiene inevitabilmente un’originale miscela musicale, nata forse per gioco. La Balca Bandanica prende delle melodie, dei ritmi legati a quei tipi di linguaggio e li rimescola attraverso delle lenti specifiche in base alle emozioni che vogliono rappresentare, usando degli ingredienti ben precisi cercando di non allontanarsi troppo da un linguaggio balcanico.
Lo stesso linguaggio balcanico che per la band è quella componente folk allegra, che fa ballare i fan durante i concerti.

Da cinque anni sono attivi con dei piccoli cambi di line-up, sul bassista soprattutto, un cambio di componenti e di strumenti, ed è lo stesso Walter Vitale a passare dal violoncello, iniziato a suonare per gioco dopo un sogno, fino ad arrivare alla batteria.
La Banda Bandanica si dice pronta per entrare in studio di registrazione per creare nuovi pezzi con nuovi ingredienti, ma non prima del live bolognese sabato 20 ottobre al Binario 69.

ASCOLTA L’INTERVISTA A WALTER VITALE: