Non più emulazioni del cantante preferito o della modella che sfila sulle passerelle. A Bologna c’è un altro modo di fare moda e se l’abbigliamento nell’adolescenza è sempre stato uno strumento di distacco dagli adulti, questa rottura può essere con le discriminazioni di genere o di provenienza.
B-Switch, la linea di streetwear ideata e realizzata da una trentina di ragazze e ragazzi della nostra città con il supporto di Ciop, Bauhaus, Kilowatt e tanti professionisti del settore, ed ispirata alla Bolognina, è molto di più di una collezione di abbigliamento. È un percorso durato un anno, che ha comportato prima di tutto studio e riflessione, fino a confezionare veri e propri capi.

Streetwear inclusivo: il percorso di B-Switch

B-Switch nasce dal progetto Freewear Academy e fa parte del percorso Scuole di Quartiere promosso dal Comune di Bologna. Il percorso è durato un anno ed ha coinvolto una trentina di adolescenti di Bologna.
“Per prima cosa ragazze e ragazzi hanno esplorato e campionato la Bolognina – racconta ai nostri microfoni Anna Romani di Kilowatt e Baumhaus – Hanno intervistato gli abitanti e cercato di capire quale fosse l’anima del quartiere ed è uscita ovviamente un’anima interculturale in movimento, ma anche di inclusività”.
La traduzione pratica, quindi, è stata la realizzazione di vestiti unisex e di taglie comode, affinché fossero le persone a scegliere come aggiustarsi l’abito addosso e non l’abito a determinare l’identità delle persone.

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Dopo un lungo lavoro, ora la linea è pronta per essere lanciata. La presentazione avverrà il 17 ottobre nel parco del Dlf, ma per arrivare all’appuntamento è stato lanciato un crowdfunding sulla piattaforma School Raising, che ha lo scopo di finanziare le spese tecniche per l’allestimento dello spazio, le luci, la Siae, il trucco e il parrucco per la sfilata e il dj set finale e di accompagnamento, le spese di grafica e comunicazione e la stampa di una piccola pubblicazione sul progetto che i partecipanti possano valorizzare nel loro futuro formativo e/o lavorativo.
La ricompensa per chi effettuerà una donazione consiste in una capsule collection composta da felpe, t-shirt, cappellini e bandane
“Il crowdfunding ci serve anche per donare libri alla biblioteca di quartiere, la Casa di Khaoula – sottolinea Romani – e per testare l’interesse delle persone attorno a questo progetto”.

Non solo. Per arrivare al lancio di B-Switch, il collettivo Bologna Stickers ha lanciato la call “B – what you want”. La community, nata nel 2016 con l’idea di scambiare e condividere immagini di adesivi in giro per la città, chiede agli artisti di realizzare un poster di massimo 70 per 100 centimetri che servirà a realizzare un poster wall su un muro del Locomotiv, il locale adiacente lo spazio della sfilata. Il tema è proprio quello dell’essere se stessi, essere quello che si vuole.
Sul profilo Instagram di Bologna Stickers verranno pubblicati giorno per giorno le novità e tutte le informazioni necessarie.

ASCOLTA L’INTERVISTA AD ANNA ROMANI: