Venerdì 23 ottobre ci sarà uno sciopero regionale del trasporto pubblico indetto da Usb lavoro privato e Cub trasporti: su Bologna e Ferrara, avrà una durata di quattro ore, dalle 10 alle 14. Tuttavia, allo sciopero di Usb se ne sovrapporrà un altro, della durata di 24 ore: per questo, i lavoratori potranno decidere di aderire anche per l’intera giornata lavorativa, non garantendo, di conseguenza, il trasporto pubblico per tutta la giornata del 23. Sulla Romagna e a Parma, invece, sarà previsto dalle 17 alle 21.

Lo sciopero “indetto in maniera urgente con un preavviso di soli dieci giorni – specifica Luigi Marinelli di Usb – segue quello lanciato il 25 settembre, a una settimana dalla riapertura delle scuole: rappresenta una risposta alla politiche nazionali, ma nello specifico anche a come viene il gestito il sistema di trasporto pubblico dall’attuale giunta Bonaccini e Corsini”.

Autobus affollati: le ragioni dello sciopero

La situazione sugli autobus non è delle migliori e l’atteggiamento di Bonaccini e del Ministro De Micheli sembra essere “incauto, ipocrita, irresponsabile”, sostiene l’Usb. Non si può negare l’affollamento presso le fermate e all’interno dei mezzi. Non si può pensare che cinque persone possano stare in un metro quadro, né si può ancora tollerare una capienza fino all’80%.
In primo piano, dunque, l’obiettivo è garantire e tutelare le condizioni di salute e sicurezza sia dei lavoratori del trasporto pubblico locale, sia dei cittadini. “Noi riteniamo che le misure messe in atto concretamente dalla regione e dalle aziende di trasporto pubblico non siano adeguate a gestire la situazione”, sottolinea Marinelli.

La battaglia si gioca anche sul piano legale. Sono state infatti aperte campagne di diffida e di denuncia contro le aziende del trasporto pubblico locale, soprattutto nei confronti di Tper, in quanto il sindacato non ritiene che siano state prese misure sufficienti per contrastare il contagio di Covid-19.
Proprio ieri è stata inviata a Nas, Usl e prefettura “una richiesta di intervento molto particolareggiata in merito alle misure da prendere”, conferma l’esponente dell’Usb.

In secondo luogo, la protesta di venerdì verterà sulla questione del trattamento economico e normativo dei lavoratori, “che stanno facendo fronte a questa emergenza con grande sacrificio personale e collettivo”, ossserva Marinelli.
Il terzo punto, infine, non per importanza, riguarderà “la gestione selvaggia, a dir poco, degli appalti”.
Per quanto riguarda i fondi promessi dal governo, invece, Marinelli aggiunge che “non hanno ancora quell’impatto e quella ricaduta sui lavoratori e sulla copertura di quello che si è perso, ma anche sull’aumento del servizio”.

Lavoratrici e lavoratori del trasporto pubblico locale, giornalmente al rischio di contagio, chiedono quindi al Governo e alla Giunta Regionale di puntare l’attenzione su un tema caldo, anche in conseguenza della ripartenza della didattica in presenza nelle scuole e del trasporto dei ragazzi. Pretendono minore capienza nei bus, propongono di delimitare e isolare sempre la posizione degli autisti, di dare a questi ultimi dispositivi di protezione e più pause; vogliono che ci siano più controlli sull’utilizzo delle mascherine e più servizi di pulizia all’interno dei mezzi. Tutto questo non sembra essere ancora normalità: “stiamo scherzando con il fuoco: sulla pelle di tutti i cittadini e in particolare degli studenti”, afferma Francesco Tuccino, referente nazionale Usb per la sicurezza.

Rosarianna Romano

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