Nei giorni scorsi il Comune ha aperto la possibilità di un tavolo di trattativa per trovare una soluzione per Atlantide. Le attiviste si dicono favorevoli, ma vorrebbero che al tavolo sedessero anche le associazioni vincitrici del bando e il comitato per la tutela delle autogestioni. E a Ronchi che ha detto che le occupazioni sono sostenute da poca gente rispondono: “Evidentemente non frequenta i posti giusti”.

Nei giorni scorsi il Comune di Bologna, dopo un lungo silenzio, sembra aver aperto qualche spiraglio per un tavolo di trattativa con Atlantide per la soluzione della controversia sul cassero di Porta Santo Stefano, assegnato ad altre due associazioni da un bando del Quartiere.
A spingere per il confronto è la capogruppo di Sel Cathy La Torre, che ha cominciato la propria esperienza politica proprio in quel centro sociale.

Ad Atlantide la notizia viene accolta con favore e le attiviste si dicono disponibili al confronto. “Vogliamo un confronto politico proprio per evitare che la vicenda di Atlantide venga con conclusa con uno sgombero da parte della polizia, non ce lo meritiamo”, afferma ai nostri microfoni Beatrice Busi.
L’attivista spiega anche che al tavolo di trattativa, oltre al Comune, vorrebbero anche le associazioni vincitrici del bando e, in qualche forma, esponenti del comitato per la tutela delle autogestioni in città, che si presenterà alla città il prossimo 28 maggio, nella Sala del Baraccano del Quartiere Santo Stefano.

Nel frattempo le associazioni che popolavano Atlantide si sono sciolte e cancellate dal registro provinciale delle libere forme associative. “Dopo la fine della convenzione – spiega Busi – quello che ci interessa ribadire è proprio la nostra natura autogestita, dal momento che le associazioni hanno una struttura verticale che non rappresenta le nostre basi e i nostri valori, tra cui c’è il rifiuto della delega”.

Sollecitata dalla stampa, Atlantide risponde anche alle parole dell’assessore alla Cultura Alberto Ronchi, che ieri a Radio Città del Capo ha dichiarato di ritenere superate le occupazioni, anche per il fatto che non hanno più un grande sostegno popolare.
“La mobilitazione di questi mesi per Atlantide dimostra il contrario – afferma Busi – dal momento che una manifestazione improvvisata ha visto la partecipazione di 800 persone. Forse l’assessore Ronchi non frequenta i posti giusti”.