Grazie ad Art City, l’evento collaterale di ArteFiera anche la città di Bologna diventa un grande spazio di esposizioni a cielo aperto. In occasione di questo momento diversi circoli artistici iniziano ad uscire allo scoperto per proporre mostre che riguardino le avanguardie artistiche e nel caso dell’officina fotografica Shado un ritorno al mondo analogico che si dimostra in realtà attualissimo.

Art City: la mostra “Desafíos”

Il collettivo Shado ha deciso di portare in mostra il progetto “Desafíos” costituito in concomitanza con la Fundació Germina, un’associazione catalana senza scopo di lucro che si occupa di bambini e adolescenti in difficoltà. La novità che il collettivo di fotografi cerca di portare in mostra consiste proprio nel mezzo utilizzato: delle macchine fotografiche analogiche date ai bambini di questa associazione in occasione di una gita a Bologna.

Come spiega Andrea Morsolin ai nostri microfoni, la caratteristica del progetto consiste nell’utilizzo del mezzo analogico. Dato che i partecipanti sono dei nativi digitali per cui abituati ad un tipo di fotografia differente. La pellicola invece, molto spesso elemento estraneo alla “generazione z”, porta chi ne fa uso ad iniziare una riflessione differente sullo spazio e sul mezzo utilizzato per fotografarlo. Per questo il progetto può essere considerato una “sfida” come ci dice lo stesso nome desafíos. Immaginare uno spazio sconosciuto, come può essere la città di Bologna per questi bambini, attraverso un mezzo appartenente al passato può risultare molto difficile e necessita di un grande lavoro di immaginazione. Qualcosa che probabilmente è andata perdendosi con l’avvento dei social e il relativo uso dell’immagine completamente differente.

Per questo andare all’officina Shado in via S.Donato 66/19 nei giorni di venerdì, sabato e domenica può essere un momento di riflessione sulla fotografia analogica, sulle difficoltà giovanili e su come i nativi digitali si avvicinino ad un tipo di fotografia differente che non preveda una revisione istantanea di quello che si è prodotto.
Tutta la mostra è a cura del collettivo Shado che si è occupato anche della stampa e dello sviluppo dei negativi.

Chiara Guerrieri

ASCOLTA L’INTERVISTA AD ANDREA MORSOLIN: