Il nuovo documento d’identità elettronico rappresenta una consistente novità nei metodi di identificazione del cittadino e nei rapporti con i servizi della pubblica amministrazione. La nuova disposizione ministeriale è stata presentata a Palazzo D’Accursio dall’assessore con delega ai Servizi Demografici Virginia Gieri, assieme ad Anna Rovito, Lara Bonfiglioli e Paolo Nannetti.

La città di Bologna sarà tra i primi 91 comuni italiani ad adottare la nuova CIE, la carta d’identità elettronica. I residenti del Comune di Bologna – nella prima fase il rilascio sarà prerogativa dei soli residenti – potranno richiedere la nuova CIE ad avvenuta scadenza della vecchia cartacea o in caso di deterioramento della stessa. Il rinnovo in forma elettronica non sarà, dunque, obbligatorio a priori ma solo nei casi sopracitati.

Da un punto di vista tecnico – come ha spiegato il direttore Segreteria Generale Lara Bonfiglioli oggi in conferenza stampa – si tratta di una tessera formato carta di credito contenente foto, generalità e un microprocessore di protezione per i dati sopracitati, oltre che per le impronte digitali.

Quella dei dati biometrici – DNA escluso – è una delle informazioni aggiuntive che la carta d’identità elettronica conterrà rispetto al cartaceo ma anche rispetto alle cosiddette “vecchie” CIE. Una precedente sperimentazione ministeriale dei documenti in formato elettronico era stata, infatti, già inaugurata diversi anni fa, ma gli esiti tecnicamente problematici hanno portato ad una dismissione del servizio nel novembre 2015. Paolo Nannetti, Responsabile Servizi Demografici/Anagrafe e stato civile, cita tra gli inconvenienti riscontrati dal precedente esperimento il mancato adeguamento dei criteri tecnici di riconoscimento internazionale che si traduceva nella difficoltà dei cittadini nel farsi riconoscere all’estero. La vecchia CIE, inoltre, non apportava nessun cambiamento significativo nel trattamento dei dati rispetto al cartaceo.

Il nuovo documento d’identità elettronico è conformato agli standard europei ed internazionali per garantire lo snellimento dei movimenti transfrontalieri. La CIE rappresenta, inoltre, la carta di accesso all’acquisizione di identità digitali sul portale SPID e quindi ai servizi della pubblica amministrazione. Oltre alla novità delle impronte digitali, la nuova CIE potrà, su richiesta del cittadino, riguardare anche il trattamento di dati sensibili tra cui la firma digitale, il gruppo sanguigno e le indicazioni riguardanti la donazione degli organi.

Ma quali sono le procedure di rilascio? La direttrice dei Servizi Demografici, Anna Rovito, ha sottolineato che, innanzitutto, la richiesta è effettuabile solo dai cittadini il cui codice fiscale sia allineato con l’anagrafe tributaria e con l’Indice Nazionale delle Anagrafi.

È necessario effettuare una prenotazione sul portale Iperbole del Comune di Bologna tramite cui il cittadino selezionerà sede, data e orario dell’appuntamento. Gli sportelli messi a disposizione dal Comune di Bologna sono in tutto 15 e si trovano presso gli URP delle circoscrizioni comunali e quello centrale di Palazzo d’Accursio. La documentazione da presentare agli sportelli include fototessera, documento d’identità cartaceo o denuncia di smarrimento, tessera sanitaria o codice fiscale. I tempi di rilascio vanno dai 15 ai 30 minuti e il costo complessivo dell’operazione è di 22,21 euro, un sovrapprezzo di oltre 17 euro rispetto al cartaceo ma una cifra comunque più bassa rispetto ai 25 euro della vecchia CIE. Infine, il rilascio effettivo non avverrà “a vista” presso lo sportello, bensì tramite raccomandata a domicilio.

Ai 91 comuni a cui il Ministero degli Interni ha imposto questa nuova direttiva si dovrebbero aggiungere quelli di tutta Italia entro la prossima primavera.

Cristiano Capuano