Dal 16 al 18 ottobre arriva a Bologna per la prima volta la quinta edizione del “Festival della Partecipazione”, promosso da ActionAid Italia, Cittadinanzattiva, Legambiente e Uisp, in collaborazione con Slow Food e la Fondazione per l’Innovazione Urbana e con il contributo del Comune di Bologna. È una tre giorni di laboratori, conferenze, dibattiti, momenti aggregativi e artistici per costruire le nuove forme della politica, della democrazia partecipativa e dell’attivismo civico. Negli intenti degli organizzatori c’è proprio la volontà di mettere a disposizione una piattaforma per contribuire alla trasformazione del paese attraverso il ruolo attivo e la partecipazione dei cittadini e la tutela dei loro diritti.

Partecipazione, un festival per indicare la strada

Il tema della quinta edizione è emblematico: “La partecipazione nella società del rischio”. Il rischio che tutti e tutte percepiamo nitidamente è anzitutto quello connesso alla pandemia, che ha rivoluzionato le nostre vite negli ultimi otto mesi. E nella convinzione dei promotori sarà proprio la partecipazione a fare la differenza, sia per uscire da questa crisi, ma anche per farlo in modo rispettoso dei diritti e della democrazia.
La pandemia, in ogni caso, condiziona le formule degli eventi pubblici ed è così che anche il Festival della Partecipazione prevede appuntamenti ibridi – in presenza e online – e appuntamenti che si svilupperanno completamente in digitale.

Il rischio, però, non è solo quello sanitario. “Aumentano i rischi e le diseguaglianze – spiegano gli organizzatori – e nello stesso tempo diminuisce la capacità degli stati di fronteggiarli garantendo sicurezza e parità di condizioni ai cittadini, mentre il mercato crea più problemi che soluzioni e il mondo della scienza e della tecnica spesso non offre le attese certezze”.
Lo smantellamento del sistema sanitario e l’indebolimento dei servizi sociali, le difficoltà della scuola, le condizioni di lavoro piegate all’imperativo assoluto della crescita, il deficit di conoscenza ed efficacia delle Amministrazioni, la violenza sulle donne e il rischio di espulsione dal mercato del lavoro, il digital divide che sottende disuguaglianze economiche: sono tutti temi che sono balzati agli occhi durante la pandemia e che ancora, in larga parte, non hanno ottenuto risposta.

Per gli organizzatori la partecipazione è anzitutto un metodo, un’infrastrutturazione. “È come se fosse una terza Camera del Parlamento”, osserva Francesca Zambito, project manager del festival. Per questo, nella composizione degli appuntamenti, si è cercato di avere sempre esponenti accademici, relatori provenienti da movimenti dal basso ed esponenti politici ed istituzionali.
Un tentativo esplicito, dunque, di riconnettere la cittadinanza con i centri in cui vengono prese le decisioni.
Le giornate del festival, del resto, ruotano attorno ai concetti di “potere”, “responsabilità” e “diritti”.

ASCOLTA L’INTERVISTA A FRANCESCA ZAMBITO:

Il rischio evocato nel titolo dell’edizione di quest’anno, per Antonio Chierchi di Slow Food si presenta con la duplice faccia della minaccia, a tutti chiara, ma anche dell’opportunità di ripensare la vita. In particolare sono due le crisi che ci troviamo a fronteggiare: quella ambientale, che è connessa alla pandemia e ci dice molto su come abbiamo operato sulla natura, e quella sociale.

I temi in discussione durante il festival

Il programma della tre giorni declina il tema della partecipazione in diversi temi.
Uno molto sentito riguarda le forme di mutualismo messe in campo durante la pandemia da espressioni civiche e associative (venerdì 16, ore 10.30).
Si parlerà anche di scuola (venerdì 16 ore 15.00 e domenica 18 ore 10.00), argomento molto discusso a causa delle difficoltà che ha dovuto affrontare e dei cambiamenti che necessita. Così come non si può ignorare il tema della salute, con un focus particolare ai problemi per i malati cronici nell’era Covid (venerdì 16 ore 18.30)
Il ruolo delle donne è oggetto di un approfondimento previsto per venerdì 16 alle 16.30.
I cambiamenti climatici non mancano all’appello (sabato 17 ore 15.00), così come “La doppia crisi delle e degli invisibili: le distorsioni della filiera alimentare ai tempi di Covid-19” (domenica 18 ore 12.00).

ASCOLTA L’INTERVISTA AD ANTONIO CHIERCHI:

Il festival si chiuderà con un appuntamento dedicato al Recovery Plan. “L’obiettivo – si legge nel programma – sarà quello di mobilitare le organizzazioni civiche di ogni tipo e scala di operatività, ma anche i media e i più diversi attori della società civile per ‘adottare’ e monitorare l’implementazione di una delle opere o dei progetti che verranno finanziati dal Recovery Fund”.

Gli spettacoli

Durante il Festival della Partecipazione ci sarà anche spazio per l’arte la cultura. Si parte con la copertina artistica di Maura Gancitano e Andrea Colamedici, Tlon, che apriranno la serata lasciando poi spazio a una performance di teatro e musica degli Oblivion Live con “Cinque contro tutti” in Piazza del Nettuno. Sabato sarà la volta del doppio spettacolo – pomeridiano e serale – di Ottavia Piccolo “Donna non rieducabile” sugli scritti di Anna Politkovskaja al LabOratorio San Filippo Neri. Il Festival si chiuderà con la copertina artistica di Claudia De Lillo, in arte Elasti e da una performance di rap e parole di Frankie hi-nrg mc.

Il Festival della Partecipazione su Radio Città Fujiko

Radio Città Fujiko è media partner del Festival della Partecipazione e proporrà anticipazioni e approfondimenti durante tutta la settimana.
Sui 103.1 fm e sullo streaming, inoltre, trasmetteremo integralmente l’appuntamento di venerdì 16 alle 18.30 (“Isolati ma non soli: la risposta alla pandemia nel racconto delle associazioni dei malati cronici”), l’appuntamento di sabato 17 alle 18.30 (“Emergenze e democrazia”) e l’appuntamento di domenica 18.00 alle 12.00 (“La doppia crisi delle e degli invisibili: le distorsioni della filiera alimentare ai tempi di Covid-19”).