Dopo che nel maggio scorso i portuali genovesi hanno bloccato l’attracco di una nave che doveva trasportare armamenti da utilizzare nella guerra in Yemen, la città ligure torna a manifestare contro l’export di morte del nostro Paese. Sabato prossimo, 7 dicembre, a Sestri Ponente si terrà una manifestazione intitolata “Disarmiamo Leonardo“. Il riferimento è all’ex Finmeccanica, che produce e vende missili, siluri, droni, aerei, elicotteri da combattimento e tecnologie per il controllo dei confini e delle rotte migratorie.

Armi, portuali e cittadini contro i traffici di morte

“La guerra è sempre più considerata una tragedia che non ci riguarda e lontana dalle nostre vite. Libia, Yemen, Siria, Afghanistan, Iraq sono lì a dimostrare il contrario, con anni di conflitti disastrosi innescati per i profitti dei capitalisti americani, europei e di casa nostra – scrivono gli organizzatori nell’evento che promuove la manifestazione – Le cause e gli effetti della guerra sono sempre le stesse: colonizzazione, furto delle risorse, milioni di profughi in fuga, creazione di manodopera a basso costo, incremento dell’industria bellica”.

Per questo motivo nel pomeriggio di sabato da piazza Francesco Baracca a Genova partirà un corteo che ha lo scopo di dire “no” all’export italiano di armi, specialmente in contesti in conflitto. Ispirandosi direttamente alla mobilitazione dei portuali che portò ad una vittoria, gli organizzatori sostengono che “gli ingranaggi della guerra si possono inceppare“.
“L’iniziativa è organizzata dall’Assemblea contro la guerra di Genova – spiega ai nostri microfoni Cristian – un’esperienza recente, nata un mese e mezzo fa in seguito all’invasione turca del Rojava. Il suo scopo, quindi, è quello di organizzare iniziative sia in solidarietà con la resistenza del Rojava, ma anche in generale contro la guerra e il militarismo”.

Proprio a Sestri Ponente c’è un grosso centro amministrativo di Leonardo, inserito in un quartiere popolare di Genova, a forte presenza operaia.
Di Leonardo l’attivista ricostruisce ai nostri microfoni le tipologie di produzione che portano l’azienda ad essere l’ottavo produttore mondiale di armamenti, ma sottolinea anche alcune figure apicali e i relativi curriculum. Come l’amministratore delegato Alessandro Profumo, con un passato in Unicredit, banca pesantemente coinvolta nel sostegno alla Turchia di Erdogan, o il presidente Gianni De Gennaro, già capo della polizia ai tempi del G8 proprio a Genova.

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