L’ARCIAssociazione Ricreativa e Culturale Italiana – si ritrova oggi ad affrontare una crisi senza precedenti. L’emergenza sanitaria sta, infatti, mettendo a dura prova il mondo del nonprofit.

A lanciare l’allarme è Arci Bologna, con la campagna di comunicazione ‘Aiutaci a tenere aperti i nostri Circoli’, che si appella ai cittadini, invitandoli a sottoscrivere la tessera 2020-2021 e continuare a frequentare i circoli, che si sono adeguati alla situazione in modo sicuro, modificando e ampliando i propri spazi . Si tratta di luoghi di cultura, dove regna la musica e la socialità, e che danno lavoro, oltre che ai propri dipendenti, spesso giovani, anche ad artisti, tecnici e maestranze.

Il periodo non è dei migliori per le associazioni che hanno fatto della socialità e della condivisione (di luoghi e cultura) il proprio obiettivo. Pertanto, ci sono circoli Arci in centri cittadini molto piccoli, che, senza sostegno, rischiano di scomparire. Un grande peccato, se si pensa che a volte rappresentano l’unico presidio sociale nel luogo in cui sono presenti.

Purtroppo, nell’area metropolitana sono già 30 i circoli che hanno sospeso la propria attività, da inizio pandemia. Hanno, invece, chiuso ufficialmente il Circolo Arci di Granarolo e il Vallese di Monteacuto Vallese. Si sta aggravando anche la situazione del Millenium Club di via Riva di Reno, del Binario 69 di via De Carracci e dello Sghetto Club di via Zago, che non hanno avuto modo di riaprire dallo scorso 23 febbraio.

Attualmente, si trova in grande difficoltà anche il RitmoLento – uno dei maggiori promotori della rete di mutualismo Don’t Panic – che ha lasciato i propri spazi a causa delle spese divenute insostenibili, unendo le proprie sorti a quelle del circolo La Staffa, da cui RitmoLento è stato accolto.

L’appello di Arci Bologna è anche un invito all’azione e a frequentare quei Circoli che con tanta fatica sono riusciti a riorganizzare le proprie attività nel massimo della sicurezza ma che stanno pagando ugualmente la crescente paura del contagio che porta sempre di più le persone a restare a casa.

Come ha indicato l’AGIS, tuttavia, i luoghi di cultura sono tra i più sicuri, se li si frequenta nel pieno rispetto delle norme di distanziamento sociale: un solo contagio è stato, infatti, registrato all’interno di uno spazio di spettacolo, su tutto il territorio italiano, dalla fine del lockdown.

I cittadini sono allora invitati a tornare nei Circoli, per condividere esperienze culturali e sociali, in luoghi sicuri. Nonostante la capienza ridotta, sono rimaste attive realtà come quella del Mercato Sonato, che continua a proporre spettacoli e concerti dal vivo, o come quella dell’Arci San Lazzaro, che continua ad offrire attività tradizionali, puntando, in aggiunta, sulla rassegna musicale Liber Paradisus.

Un impegno simile è quello degli altri 103 Circoli che stanno faticosamente cercando di sopravvivere e di continuare ad essere un punto di riferimento per gli abitanti del territorio, come è il caso di Caserme Rosse, del Benassi, dell’Ippodromo.

L’appello è, infine, rivolto alle istituzioni, perché proseguano nel sostenere le attvità dei Circoli e degli spazi culturali, individuando misure compensative di emergenza e lavorando su progettazioni comuni che possano dare un futuro all’intero comparto. 

ASCOLTA L’INTERVISTA A ROSSELLA VIGNERI: