L’ Emilia Romagna è una terra ricca di suggestioni.

Non solo meta di viaggi culturali e culinari, ma anche terra di escursionismo e itinerari trekking.

Oggi vi portiamo nel cuore dei nostri Appennini, alla scoperta di due delle mete più prestigiose del territorio, Rocchetta Mattei e Borgo La Scola, passando per la plurisecolare Via degli Dei.

La Rocchetta Mattei

Rocchetta Mattei è un suggestivo castello nel cuore della Valle del Reno.

Edificata sulle rovine della medievale Rocca di Savignano, la rocca deve il proprio nome al conte Cesare Mattei (1809-1896), che la acquistò nel 1850 per farne la propria dimora. Trasferitosi da Bologna, dove fu tra i 100 fondatori della Cassa di Risparmio della città, Mattei si occupò in prima persona della direzione dei lavori di ristrutturazione della Rocchetta, trasformandola in una vera e propria corte medievale.

Al suo interno, diversi stili si incontrano: dal neomedievale al neorinascimentale, dal moresco al Liberty.

Abbandonata nel corso degli anni ‘80 del secolo scorso, nel 2005 la Rocchetta è stata acquistata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna, che ne ha gestito il meticoloso restauro tutt’ora in corso d’opera.

Oggi, a garantirne l’apertura al pubblico è l’intesa vincente tra il comune limitrofo di Grizzana Morandi, la città di Bologna, l’Unione Comuni dell’Appennino Bolognese e la Fondazione Carisbo.

Durante la stagione invernale, la Rocchetta Mattei è visitabile dalle ore 10 alle 15 del sabato e della domenica.

È possibile prenotare una visita al sito ufficiale www.rocchettamattei.it .

Borgo La Scola

Si tratta di uno dei borghi più caratteristici del grizzanese. La maggior parte degli edifici sono pervenuti a noi pressoché integri direttamente dal cuore del 1400.

A costruirla furono i maestri Comancini, originari di Milano e Como. Riuniti in cooperazioni, a capo di una vera e propria scuola di arte muraria, essi furono principali diffusori dell’architettura lombarda nel territorio dell’Emilia Romagna.

Presumibilmente, il nome del borgo deriva del termine romano “Sculca”, che sta ad indicare un posto di guardia o di vedetta in un luogo elevato. Infatti il borgo nasce come quartiere militare, eretto in difesa del centro monastico di Montovolo, di grande importanza religiosa ed economica.

Anche la composizione urbanistica del luogo, con edifici e torri incorporate e perfettamente integrate nel sistema difensivo, sembra suggerire il ruolo strategico del borghetto.

A donare maestosità al borgo, si erge il cipresso della Scola, alto 25 metri e di un’età stimata attorno ai 700 anni, che rappresenta un’elegante suggestione naturale.

È possibile prenotare una visita del borghetto al sito http://www.borgoscola.net/ .

La via degli dei

Se la vostra passione è il trekking, la via degli dei è ciò che fa al caso vostro!

Ideata negli anni ‘80 del ‘900 da un gruppo di escursionisti bolognesi, la via degli dei è diventata una delle principali attrattive turistiche della regione.

Nel cuore dell’Appennino Tosco-Emiliano, il cammino collega Piazza Maggiore a Bologna con la fiorentina Piazza della Signoria.

È possibile affrontare il percorso in cinque tappe di escursionismo o nella variante a tre tappe per mountain bike.

Diversi ostelli e B&B sono disseminati sul percorso, dando al viandante l’occasione di abbreviare o diluire a piacimento la durata del viaggio.

San Luca, il monte Adone, l’Oasi di San Gherardo, il Contrafforte Pliocenico, la Flaminia Militare, il Castello del Trebbio, sono solo alcune delle mete immerse nel verde attraversate dal percorso.

Quando la stanchezza sopraggiunge, sulla strada c’è sempre una trattoria dove recuperare le forze con la cucina tipica e tradizionale. Al Paladein di Campolo, è sicuramente una delle più prestigiose trattorie lungo il cammino.

Per informazioni sul percorso e sulla preparazione dello zaino, vi rimandiamo al sito ufficiale http://www.viadeglidei.it/ .