Un’esposizione dal 19 aprile al 14 giugno, al Museo Civico di Medicina conosciamo chi ha dato “più” di una vita all’arte.

Sarà una ricca primavera, non solo di eventi e incontri, ma anche di contenuti che oltre all’ importanza artistica avranno un valore aggiunto di originalità e di storia, una storia che dalla nostra splendida provincia arriverà a fare grande l’espressione artistica della nostra città.

Passiamo al protagonista, Angelo Venturoli la sua eredità appunto quella di dare “più” vite all’arte, non solo grande architetto, ma anche propulsore di una spinta che partiva dal “basso” per valorizzare un’ immensa “riserva” di giovani artisti.

Dedicare spazio, tempo, ricerca per far conoscere una realtà così importante, magica, moderna è senza dubbio meritevole di un plauso particolare, anche solo per l’originalità, quindi onore al merito a Roberto Martorelli e Luigi Samoggia e a tutti quelli che hanno lavorato attorno a questo lodevole progetto.

Dopo questa parentesi, approfondiamo la conoscenza di Angelo Venturoli (Medicina, 1749 – Bologna, 1821) figura dominante dell’architettura bolognese, dal 1776 fino alla morte, la sua fascinazione per lo splendore dell’ architettura veneta lo porta ad avere una sensibilità “Palladiana” che si denota nelle sue produzioni. Si forma, all’Accademia Clementina, diviene accademico nel 1781 e direttore dal 1786 al 1803 di Architettura.
L’eleganza e la grande produttività, divennero il marchio di fabbrica di questo esponente di uno splendido Neoclassicismo bolognese, citiamo al Palazzo Hercolani il maestoso scalone e parte di Villa Zambeccari, solo per dire alcune realtà che equilibravano, gusto e rapporto con altri artisti , fra i suoi collaboratori troviamo lo scultore Giacomo De Maria (1762 – 1838) che divenne poi direttore dell’ Istituto collegio Venturoli.

Da questa che sarà una vera e propria “Istituzione” nel mondo dell’ arte, iniziamo a parlare di eredità e di “vite” nobilmente consegnate all’ arte.  Il 20 maggio 1820 l’Architetto Angelo Venturoli nomina i suoi amministratori ed esecutori testamentari il marchese Antonio Bolognini Amorini, il conte Luigi Salina e il signor Carlo Savini, lasciando loro il compito di fondare il Collegio dopo la sua morte:

“…voglio dunque che sia eretto nella città di Bologna un Collegio d’ educazione a comodo d’ istruire giovani studenti di Belle Arti e ivi siano mantenuti pienamente, in tanto numero, quanto potrà l’ entrata della mia Eredità….”

Il messaggio è chiaro, sarà il primo segnale di apertura verso le classi disagiate, o meno abbienti, come possibilità di indirizzo artistico, i giovani bolognesi dotati di talento, ma con scarsi mezzi per coltivare e migliorare le innate attitudini, saranno accolti, mantenuti  e istruiti, tutto ciò grazie all’ erdedità di Angelo Venturoli. La sede fu scelta in Via Centotrecento, a Bologna, ovviamente. Venne ristrutturato un edificio tuttora Sede della Fondazione, e nel 1826 si iniziò ad ospitare i primi studenti. I giovani di modeste condizioni che dovevano essere nati a Bologna, venivano ammessi all’ età di 12 anni, vivevano all’ interno del Collegio ricevendo gli specifici insegnamenti artistici, fino alla conclusione degli studi presso l’ Accademia delle Belle Arti. Per oltre un secolo il Collegio Venturoli, aiutò i giovani artisti con queste modalità di assistenza.

Dopo queste storiche e artistiche realtà, un importante mostra e una serie di incontri per conoscere questa importante “presenza” che ha promosso e formato gran parte degli artisti bolognesi tra ‘800 e primi del ‘900.

La mostra che si terrà presso il Museo Civico di Medicina vedrà esposte 100 opere, per la gran parte inedite, che coprono il periodo 1750-1930. Dipinti sculture, documenti sono per la maggioranza provenienti dal Collegio Venturoli, con un percorso che porterà a rivivere l’ arte bolognese del periodo sopracitato uscita da tale istituzione.                                                                                                                    Oltre al valore di un’esposizione, originale, ma anche di grande importanza artistica e storica, abbiamo una serie di incontri, percorsi e dibattiti che faranno da ricco contorno a questa mostra, da visite guidate,   fino ad approfondimenti specifici, per tutto il corposo calendario si può consultare il link:                        http://amedicina.it/1/14/grandi-eventi/angelo-venturoli-una-ereditagrave-lunga-190-anni

Nelle rubriche dedicate all’ arte, nei format Breakfast Club o SpecialTwice, su Radio Città Fujiko, vi saranno incontri con i curatori, presentazioni e possibilità di seguire i percorsi artistici in parallelo con gli eventi che gravitano intorno a questa esposizione.

Sperando al più presto, nella “bella stagione”, riscopriamo una parte di Bologna che abbiamo sempre vicino a noi, ma che a volte diamo per scontata. Avremo la possibilità di conoscere artisti come: Antonio Basoli, Cesare Alessandrini…e tanti altri, conoscere le loro formazioni e le espressioni artistiche, sogni e studi che dal Collegio Venturoli, sono arrivati fino a noi.

William Piana

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