Il genio artistico di Andrea Pazienza torna a Bologna, a partire dal 7 maggio, in una mostra allestita a Palazzo Albergati dal titolo Fino all’estremo. Dopo più di vent’anni dall’ultima esposizione a lui dedicata, Bologna torna a celebrare il fumettista, che proprio sotto le Due Torri ha vissuto il suo periodo più creativo e stimolante.

Una mostra a fumetti per ripercorrere la vita dell’artista

L’arte non ferma mai il suo corso e il suo sviluppo, e così dopo tanti mesi di chiusura, a causa della pandemia, e dopo circa ventiquattro anni dall’ultima mostra antologica dedicata ad Andrea Pazienza, nel 1997, il genio creativo del fumettista torna a Palazzo Albergati. Il titolo dell’esposizione è Fino all’estremo, come si intitolava la prima stesura di quello che sarebbe poi diventato uno dei lavori più importanti e geniali di Pazienza, cioè Gli ultimi giorni di Pompeo.

Andrea Pazienza è stato uno dei massimi rappresentanti di quello storytelling dal sapore tutto italiano, libero, al servizio di un flusso di coscienza inarrestabile, caratteristiche costitutive dell’arte del fumetto. Arrivato a Bologna nel 1977 per frequentare il DAMS, l’artista vive e assorbe una delle stagioni più calde dei movimenti studenteschi nella storia della città. Di questo clima Pazienza riesce fin da subito a cogliere i subbugli e i movimenti interni, realizzando la sua prima storia a fumetti Le straordinarie avventure di Pentothal, che dal 1977 inizierà ad apparire sulla rivista Alter Alter.

Ci saranno oltre cento opere, raccolte dagli archivi delle persone più vicine all’artista, come la moglie, la sorella e il fratello, tra tavole originali di fumetti e opere pittoriche, realizzate con i materiali più diversi, come pennarelli, tempere e colori acrilici. A partire dai tre pilastri della produzione artistica di Pazienza, cioè Pentothal, Zanardi e Pompeo, si ripercorreranno alcuni dei momenti e dei lavori più intensi del fumettista.
Inoltre ad arricchire l’esposizione, saranno presenti anche le immagini storiche del grande fotografo e artista visuale Enrico Scuro.

La mostra allestita a Palazzo Albergati si caratterizza per essere un racconto di rivolte, amori, guerre politiche e turbamenti vissuti, raccontati con la forza, la potenza e l’urlo espressivo propri di Andrea Pazienza, che dopo una morte prematura, lascerà la sua firma indelebile nella narrativa illustrata italiana, non solo con i suoi lavori in bianco e nero, come l’epopea di Fiabeschi, ma anche con i colori di Giallo Matematiche e Notti di Carnevale di Zanna.

Per informazioni circa l’acquisto dei biglietti e per tutte le norme sulla sicurezza, visita i siti di Arthemisia e di Palazzo Albergati.

Chiara Moffa

ASCOLTA L’INTERVISTA AL CO-CURATORE MAURO UZZEO:

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