L’avvicinarsi della pausa natalizia non è un deterrente. Anche le ultime ore prima delle festività sono buone per una fetta del mondo ecologista per andare in pressing sulle Amministrazioni di centrosinistra in tema di ambiente, in particolare per quanto riguarda la mobilità.
A toccare un nervo scoperto delle giunte di Bologna e dell’Emilia Romagna sono due realtà: una vuole riaprire la discussione sul Passante di Mezzo, l’altra punta il dito contro il tram per come è stato progettato.

Ambiente, il dossier sul Passante di Mezzo

A Bologna c’è chi non si accontenta della “svolta ecologica” annunciata dall’Amministrazione uscente della Regione e solleva la questione irrisolta del Passante di Mezzo, il progetto di allargamento della tangenziale pensato per decongestionare il traffico nel nodo di Bologna.
Il Coordinamento dei Comitati contrari al Passante di Mezzo, con l’Associazione Amo Bologna hanno messo nero su bianco le proprie richieste in materia in un dettagliato dossier di quattordici pagine che vogliono sottoporre ai candidati alle prossime regionali.

Oltre al progetto specifico del Passante, i comitati chiedono numi anche sul riassetto complessivo del nodo bolognese: un modo per capire su quale tipo di mobilità intende puntare chi si candida ad amministrare la Regione nei prossimi cinque anni.
“Chiediamo ai candidati e alle forze politiche che li sostengono – si legge in un comunicato – di chiarire la loro posizione sull’argomento, che poi, entro la metà del mese prossimo, vorremmo far conoscere ai nostri iscritti e simpatizzanti”.

Tram: “retorica green tra cemento e speculazione”

Non usa mezzi termini la Rete per un trasporto pubblico, ecologico e utile, che l’antivigilia di Natale interviene con un comunicato sul progetto della linea rossa del tram a Bologna.
Se i leader del comitato “No Tram” hanno gettato la maschera, annunciando la propria candidatura nella coalizione di destra guidata da Lucia Borgonzoni, c’è anche chi non digerisce da sinistra il progetto.
“Apprendiamo dalle dichiarazioni dell’assessora Priolo di questi giorni che il progetto della linea rossa del nuovo tram di Bologna richiede già un ritocco – si legge nel comunicato – Per compensare i 150-200 parcheggi, eliminati in via Riva Reno per lasciare spazio al naviglio bolognese, verrà realizzato un nuovo parcheggio interrato con altrettanti posti. Il progetto di fattibilità della linea rossa non contiene traccia di questo parcheggio, anzi si fa riferimento come misura compensativa all’uso incentivato del parcheggio esistente in via Riva Reno. Ma tant’è, coerentemente con tutto lo spirito del progetto, anziché partire da ciò che c’è potenziandolo e migliorandolo, si preferisce una nuova opera impattante, inutile e dannosa”.

La Rete mette in dubbio, dunque, che si voglia diminuire il traffico privato e paventa come i 510 milioni di euro destinati al progetto siano destinati a lievitare “per realizzare il nuovo parcheggio e poi chissà quali e quante altre varianti”.
Di qui l’accusa rivolta all’Amministrazione, accusata di utilizzare una retorica green attorno al progetto del tram “solo per garantire speculazione e cemento come per il nuovo deposito-parcheggio a Borgo Panigale da 90000 mq, o gli appetiti dei costruttori per i Prati di Caprara e le aree verdi attorno a Fico”.

La Rete per un trasporto pubblico, ecologico e utile, infine, esprime solidarietà al centro sociale Xm24, “alle prese con la minaccia di sgombero per aver provato a restituire alla comunità uno spazio enorme abbandonato e non utilizzato come tanti in città, ovvero la caserma Sani, e afferma che “non abbiamo bisogno di altri supermercati e altri hotel. Non ci serve Fico, nè il Tram, non ci serve un Cohousing, né uno studentato per ricchi, né Airbnb, né altri nuovi dispositivi al servizio della città vetrina”.