Sabato 17 ottobre, tredici realtà – Ex Caserma Mazzoni Bene Comune, Campi Aperti – Associazione per la Sovranità Alimentare, Camilla – Emporio Solidale, UTR Ecologia Politica Bologna, Vogliamo PANE, non OIL, Legambiente Bologna, Làbas, Salvaiciclisti Bologna, Aria Pesa, Extinction Rebellion Bologna, Fridays for Future Bologna, Rigenerazione No Speculazione – promuoveranno una grande manifestazione ambientalista, per una “Rivoluzione ambientale a Bologna”: l’appuntamento sarà alle ore 16.00 in Piazza XX Settembre per un grande corteo, nell’ovvio rispetto delle norme anti Covid, che sfilerà in via dei Mille, via Marconi, Via Ugo Bassi, arrivando, infine, in Piazza Maggiore.

Ambiente Bologna: cinque punti della rivoluzione per il clima

È trascorso un anno dalla dichiarazione dell’emergenza climatica nel nostro territorio. Tuttavia, le azioni promulgate dalle Istituzioni sono state effimere, o comunque irrisorie di fronte alla reale tragedia in atto, la quale ha trascinato con sé la pandemia: “solo greenwashing e politica del cerchiobottismo”, sostengono gli organizzatori della manifestazione, dove da un lato c’è la promozione di piste ciclabili e T Days e dall’altro il progetto di stoccaggio “più grande del mondo” di CO2 promosso da Eni a Ravenna. Due realtà, queste, “che vanno in direzione totalmente diversa”, come lamenta ai nostri microfoni Detjon Begaj di Làbas.
Da qui, nasce la necessità della manifestazione, che rappresenta “una tappa del processo di convergenza tra molte realtà cittadine, comitati, associazioni, collettivi”, incontratisi per la prima volta il 13 settembre in rappresentanza di cittadine e cittadini preoccupati per l’assenza di politiche di contrasto al tema delle emissioni climalteranti.

Ora, queste associazioni pretendono una “vera e propria rivoluzione ambientale”, che si compone di cinque azioni immediate: rivedere il Pug, per uno stop alla speculazione e al consumo di suolo, con il no anche alla costruzione di nuovi distributori di carburante su suolo agricolo e al taglio di centinaia di alberi e un sì alla tutela dei Prati di Caprara e a restituire alla città le aree dismesse; no all’allargamento della tangenziale, che porterebbe alla cementificazione di decine di ettari di terreni, promuovendo l’uso della automobile e disincentivando così la mobilità sostenibile; sì a una mobilità pubblica e gratuita, ripensando altresì al ruolo dell’aeroporto a pochi chilometri del centro con conseguenze devastanti in inquinamento acustico ed emissioni; sì a un modello di produzione e distribuzione alimentare etico che rispetti il territorio.

Infine, il quinto punto prevede di utilizzare il Recovery Fund soprattutto per contribuire a lottare contro l’emergenza climatica, per puntare davvero a raggiungere i due macrobiettivi più importanti: rinnovabili al 100% nel 2035 e emissioni zero al 2050.
“Sicuramente non intendiamo fermarci qui – conclude Detjon – ma continueremo tramite presidi, manifestazioni, assemblee, discussioni, che siano online o in piazza. Questa manifestazione sarà solo il primo passo di un lungo percorso, per provare a giungere, finalmente, ad azioni concrete e durature”.

Rosarianna Romano

ASCOLTA L’INTERVISTA A DETJON BEGAJ: