L’elaborazione di questo nuovo progetto dei Tinariwen, prende forma verso la fine dello scorso anno, al “ Taragalte “, importante festival delle culture nomadi, nel Sahara marocchino. Subito dopo la performance live, la band decide di lavorare al nuovo album, coinvolgendo Noura Mint Seymali e altri musicisti “occidentali”. Allora decidono di raggiungere con un caravan la Mauritania,attraverso il sud del Marocco, Il Sahara Occidentale e la costa atlantica.

Accompagnati dal team di produzione con un vecchio camper trasformato in uno studio di fortuna. Il viaggio della band verso Nouakchott, la capitale della Mauritania, dura una quindicina di giorni. Tutte le sere la moderna “carovana artistica”, si fermava per allestire il campo e iniziare a provare i vari pezzi ed eleborare il progetto. Raggiunta la meta si unisce alla band la griot mauritana e suo marito, il chitarrista Jeiche Ould Chigaly; iniziano le registrazioni sotto una tenda, in presa diretta e senza cuffie.

Successivamente, ai Tinariwen, si aggiungono tutta una serie di musicisti che portano il loro contributo alla causa;Ritroviamo infatti nelle diverse performance, Warren Ellis, Micah Nelson, Stephan O’ Malley, Cass McCombs e Rudolph Burger. L’album liricamente e tematicamente affronta problemi politici,sociali, umanitari e ambientali che i Tuareg devono continuamente affrontare. La produzione è un opera eloquente e commovente che evidenzia in particolare gli ostacoli in corso; dal crollo delle infrastrutture e dei servizi sociali, al perdurare del conflitto politico militare che perseguitano il paese da quando ha ottenuto l’indipendenza.

I Tinariwen in questo loro nono album danno davvero il meglio di se stessi, consegnandoci sicuramente la prova più convincente ed emozionante, della loro seppur importante discografia. Tutti i brani sono di grande impatto emotivo a partire dalla bellissima “Zawal” o l’emozionante “Kel Tinawen” che è anche il loro singolo. In quest’ultima traccia si parla della ribellione Tuareg e dei suoi detrattori; Ibrahim Ag Alhabib denuncia il tradimento e la corruzione,ponendo l’accento sulla resistenza dei Tamasheq: rimarrano sempre fedeli alle loro credenze, non si arrenderanno mai, voltando le spalle al loro nobile passato.

Possiamo tranquillamente annoverare la musica dei Tinariwen, nel grande rock psichedelico internazionale, senza nulla da invidiare alle produzioni angloamericane; ll progetto è di alto profilo compositivo:sono riusciti, con uno studio improvvisato nel cuore del deserto a consegnarci un grandissimo album,in assoluto il più bello della loro carriera.