Dopo la condanna definitiva per omicidio colposo ai 4 agenti che uccisero Federico Aldrovandi, sul web piovono insulti ai danni della famiglia da parte dell’associazione “Prima Difesa” e da alcuni dei condannati. Intanto il ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri usa ancora il condizionale, nonostante la sentenza, per definire l’operato dei poliziotti assassini.

Giovedì scorso è arrivata la sentenza sul processo Aldrovandi, il ragazzo ucciso il 25 settembre 2005 a Ferrara da 4 agenti di polizia. La Cassazione ha condannato definitivamente gli agenti per omicidio colposo, mettendo la parola fine ad un iter giudiziario durato sette anni. A commentare la sentenza, la settimana scorsa ai nostri microfoni, è stato Lino Aldrovandi, padre di Federico, che ha parlato di una “piccola giustizia”.

Quest’oggi torniamo ad occuparci della vicenda perché sul web impazzano gli insulti ai danni della famiglia Aldrovandi e in particolare alla mamma Patrizia. A scatenarsi è l’associazione “Prima Difesa“, che offre assistenza legale gratuita ai poliziotti, e alcuni condannati stessi.

Inoltre il Ministro degli Interni Annamaria Cancellieri, nonostante la sentenza ha usato il condizionale per definire l’operato omicida degli agenti. «Se ci sono stati, come sembrerebbe degli abusi gravi è giusto che vengano colpiti», queste le parole della Ministra.

Su queste dichiarazioni, che suonano come un nuovo schiaffo istituzionale alla famiglia Aldrovandi, abbiamo chiesto un commento al giornalista Checchino Antonini, che ha seguito il caso fin dall’inizio.