La Corte d’Appello di Atene ha condannato gli estremisti di Alba Dorata: il movimento di estrema destra è, secondo i giudici, “un’organizzazione criminale“. Una sentenza, arrivata a 5 anni dall’inizio del processo scaturito dopo l’uccisione del rapper e attivista di sinistra Pavlos Fyssas. A essere accusato dell’omicidio è stato uno dei 68 imputati, Yorgos Roupakias, che ora rischia l’ergastolo.
La condanna ha riguardato anche il leader e fondatore del partito neo-nazista Nikos Michaloakos, con l’accusa di essere alla guida di un’organizzazione criminale.

Fascisti italiani: la mappa delle aggressioni

Le affinità tra Alba Dorata e i neofascisti italiani non sono un’illazione degli antifascisti, ma le stesse organizzazioni dell’estrema destra le rivendicavano. Nel 2013, in particolare, CasaPound affermava di avere “lo stesso programma e un destino comune” ai fascisti greci.
Simili, anche se talvolta ammantate da retorica moderata, sono le pratiche: violenze, aggressioni a sfondo razziale e stupri. Ma anche omicidi.

Da alcuni anni sul portale antagonista Ecn è presente una mappa che censisce e geolocalizza le aggressioni fasciste in Italia.
“È un lavoro di quindici anni – sottolinea ai nostri microfoni Andrea, uno degli sviluppatori – che, oltre alla mappa, propone un archivio di sei-settemila articoli, catalogati per luogo, per tipologia di azione neofascista, ma anche per gruppo, perché oltre ai due più famosi, CasaPound e Forza Nuova, ci sono altre organizzazioni”.

Le categorie di persone più colpite dalle aggressioni fasciste sono i migranti – con addirittura nel Lazio i cosiddetti “Bangla Tour”, spedizioni punitive nei confronti di cittadini del Bangladesh, particolarmente presi di mira perché docili – ma anche gli omosessuali e gli antifascisti, ma presi singolarmente.
“Una delle caratteristiche degli agguati – sottolinea il curatore – riguarda la sproporzione numerica. Difficilmente i fascisti attaccano gruppi di antifascisti se non sono sicuri di essere in superiorità numerica”.

Ad arricchire le analogie con Alba Dorata, però, ci sono anche gli omicidi. Sono una quindicina negli ultimi anni quelli riconducibili ad esponenti di organizzazioni dell’estrema destra italiana, in primis Forza Nuova.
“Le vittime sono migranti, ma anche italiani – sottolinea Andrea – Cito il caso di Nicola Tommasoli, ucciso da un branco di esponenti di Forza Nuova che poi fuggirono in Inghilterra, seconda patria del leader nazionale Roberto Fiore, coperti da altri militanti. Al loro rientro in Italia furono poi difesi dagli avvocati di Forza Nuova”.

In questo scenario, composto da decine e decine di violenze e azioni illegali, la politica e la magistratura sembrano assenti, se non in alcuni casi addirittura conniventi.
“Più di un anno fa fu sgomberato Xm24 – ricorda l’attivista – Sul portale di CasaPound la notizia fu descritta come la caduta di una roccaforte antifascista. Oggi Xm24 non c’è più e CasaPound è ancora lì”.
Eppure il curriculum delle organizzazioni fasciste presenti in Italia è ampiamente sufficiente a far scattare le norme previste nella Costituzione e a disporne lo scioglimento.

ASCOLTA L’INTERVISTA AD ANDREA: