Dal 31 marzo al 2 aprile arriva il festival di letteratura working class, il primo festival in Italia dedicato a questo genere letterario. Il progetto è volto a raccontare la realtà della classe lavoratrice permettendo un’occasione di incontro tra la letteratura working class e i lettori comuni. In particolare emergeranno le storie dei lavoratori del Collettivo di Fabbrica Gkn. Il festival si svolgerà a Campi Bisenzio (Fi) presso presidio Gkn (via Fratelli Cervi 1); è organizzato da Edizioni Alegre e dal Collettivo di fabbrica Gkn in collaborazione con Arci Firenze con la direzione di Alberto Prunetti.

Gli eventi e i temi che verranno trattati durante il Festival di letteratura Working Class

Si tratta del primo Festiva italiano di letteratura working class, che vedrà la partecipazione di lavoratori e lavoratrici in lotta. A livello globale c’è stata fin ora una sola esperienza simile: il Working Class Writers Festival avvenuto a Bristol nel Regno Unito – paese di punta della letteratura working class. Alberto Prunetti, il direttore artistico dell’evento, ci spiega infatti che si tratta di un’occasione inedita in Italia, un progetto organizzato «senza avere alle spalle le risorse, il sostegno dell’editoria e dei lettori (che ci sono invece in Gran Bretagna) verso la letteratura fatta da persone di classi sociali non privilegiate». In Italia l’editoria e la critica letteraria mainstream difficilmente conferiscono alle autrici e autori working class lo spazio e la dignità culturale che meritano. Il festival nasce proprio per far fronte a questa necessità, per dare il giusto peso culturale alla letteratura working class e sostenere concretamente la cassa di resistenza del Collettivo di Gkn.

Come racconta Alberto Prunetti: «organizzare questo progetto in Italia non è stato facile ma per un processo di convergenza culturale le nostre strade si sono intrecciate con l’avvertenza del Gkn; la solidarietà che non veniva dall’industria del libro è arrivata dal basso, dalla classe lavoratrice». Infine il festival è stato organizzato anche grazie al contributo di oltre 300 solidali che hanno supportato il progetto con un consistente sostegno economico. La base del progetto è «fare la propria storia e raccontarla autonomamente senza persone che fanno da megafono o da interpreti» cercando di «far rincontrare la fabbrica e la città, gli operai e le persone comuni che magari non si chiedono mai da dove provengano le cose che indossano e gli oggetti che utilizzano». «Per anni e anni sembrava che la classe lavoratrice non esistesse più, che le fabbriche non ci fossero più, che le macchine si facessero da sole ma gli operai e operaie ci sono e stanno ai margini del discorso pubblico».

Il festival sarà gratuito e aperto a tutti coloro che vorranno partecipare. Verrà inoltre organizzato lo Spazio Prole, uno spazio di child care con attività per bambini che durerà per tutto il festival permettendo a tutti di partecipare comodamente. Durante i tre giorni si svolgeranno diversi eventi culturali in cui si esploreranno molti temi. Dalle parole di Alberto Prunetti: «abbiamo cercato di intrecciare le politiche dell’identità con le politiche di classe». Saranno affrontate tematiche che intrecciano femminismi e classe operaia ad esempio il dibattito della queerness e della working class (venerdì 31 marzo alle 20.30). Ci sarà un panel dedicato alla poesia operaia con interventi e reading poetici (sabato 1 aprile alle 10.30) oltre alla lettura di toccanti romanzi effettuata dagli stessi operai della fabbrica Gkn. Ci sarà inoltre un panel dedicato al tema della immigrazione, della blackness e della classe lavoratrice (domenica 2 aprile alle 10.30).

Sabato 25 marzo, una settimana prima del festival, ci sarà la manifestazione nazionale che attraverserà Firenze in sostegno degli operai di Gkn. Questa manifestazione e il festival sono parti della stessa lotta.

ASCOLTA L’INTERVISTA A ALBERTO PRUNETTI:

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