Dopo l’affossamento dell’emendamento al decreto “Milleproroghe”, con cui Italia Viva e il capogruppo Luigi Marattin hanno di fatto bloccato la regolamentazione di Airbnb e delle piattaforme di affitto turistico, Pensare Urbano, insieme a docenti universitari, esponenti della cultura e della politica e associazioni studentesche, lanciano un appello al governo affinché introduca le norme necessarie a fermare le storture e i problemi creati nel mercato dell’affitto.

Affitti turistici, chi chiede la regolamentazione

A firmare l’appello di Pensare Urbano è, ad esempio, Sarah Gainsforth, autrice del libro “Airbnb città merce“, ma figurano anche i nomi di Elly Schlein e Igor Taruffi di Emilia Romagna Coraggiosa, di Emily Clancy e Federico Martelloni di Coalizione Civica, dell’architetto Piergiorgio Rocchi di Rigenerazione No Speculazione che porta avanti la battaglia sui Prati di Caprara, dei segretari regionale e provinciale della Fiom, Samuele Lodi e Michele Bulgarelli.

Tra i docenti universitari si trovano firme da Bologna, Napoli, Firenze, Ferrara, Palermo, Milano, Roma, Trento, Torino e altre città italiane. Spiccano anche nomi della cultura e del giornalismo, come Christian Raimo, Simone Fana, Tomaso Montanari, insieme agli studenti di Link e Rete della Conoscenza e l’Unione Inquilini.

Cosa chiede l’appello

“I centri storici delle città italiane sono saturi di affitti brevi turistici – è l’incipit dell’appello – (…) Il numero crescente di affitti brevi turistici sta determinando una contrazione dell’offerta di case ordinaria, l’aumento dei canoni di locazione e dunque crescenti difficoltà di trovare una casa in affitto. La destinazione di tante case a turisti di passaggio anziché a residenti sta contribuendo a una specializzazione del tessuto commerciale in funzione esclusivamente turistica. Le nostre città somigliano sempre più a parchi a tema per turisti”.

Di qui la richiesta di regolamentare il settore e la prima occasione buona per farlo, a questo punto, è il Collegato alla legge di Bilancio sul Turismo, che verrà discusso in questa settimana. La richiesta degli appellanti è che vengano ripresi in nuovo testo i principi contenuti nell’emendamento ritirato la settimana scorsa, senza ritocchi o annacquamenti del testo, sottolinea ai nostri microfoni Fabio D’Alfonso di Pensare Urbano, magari per venire incontro ai parlamentari di Italia Viva.

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