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Questa mattina, dalle 10 alle 12, si è tenuto il terzo presidio dei lavoratori aeroportuali presso l’area passeggeri dell’aeroporto di Bologna. L’iniziativa, indetta da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt, Ugl di Bologna, per protestare contro la precarizzazione, le reinternalizzazioni senza tutele, l’abbassamento di qualità e livelli di servizio e della sicurezza sui luoghi di lavoro.

Si dicono molto preoccupati i lavoratori aeroportuali di Bologna, che questa mattina hanno dato vita al terzo presidio del mese. Come avvenuto in occasione dei due precedenti presidi, i temi al centro del dibattito sono la precarizzazione del lavoro, le reinternalizzazioni senza tutele per i lavoratori che potrebbero essere licenziati, l’abbassamento della qualità e dei livelli di servizio e della sicurezza sui luoghi di lavoro. “Da qui a dicembre, 50 persone perderanno il lavoro, e alcuni di loro da 20 anni operano in aeroporto”, fa sapere Alessio Festi della Cgil di Bologna.

Lavoratrici e lavoratori rivendicano migliori condizioni di lavoro e una maggiore attenzione alla qualità del servizio, una riduzione del lavoro precario, e una normativa sugli appalti che impedisca il loro proliferare ingiustificato, oltre – ovviamente – la tutela dell’occupazione per quanti operano in aeroporto. “Un dato è certo – denuncia il sindacalista – In questa fase l’aeroporto decide che a fronte di cambio di appalti licenzia i lavoratori, questo per noi è inaccettabile”.

Per queste ragioni le organizzazioni sindacali richiedono un confronto con le Istituzioni locali, a partire dal Comune di Bologna: “da tempo abbiamo chiesto un confronto e non ci è stata ancora data risposta, se non si fanno gli investimenti necessari e si colpisce il lavoro significa che la prospettiva è preoccupante”. Per questo “abbiamo già avviato le procedure in tutte le realtà che operano in aeroporto per arrivare a settembre allo sciopero di tutti i lavoratori – avverte Festi – Se non avremo risposte credo che in aeroporto sarà un settembre piuttosto complicato“.