Da anni i lavoratori dei servizi aeroportuali di Bologna vivono nella più totale incertezza e instabilità, in balia del sistema di appalti e sub-appalti al massimo ribasso. L’azienda ha ora comunicato che per 32 di loro si aprirà la procedura di mobilità.

Continua l’odissea dei lavoratori dei servizi aeroportuali affidati in appalto dalle Società di Handling (Marconi Handling, Aviation Services e Aviapartner). In questi ultimi giorni i lavoratori dipendenti della Servizi Integrati Sas di Airport Service Srl hanno prima ricevuto una comunicazione di apertura della procedura di mobilità per 32 lavoratori su 69 per la mancata conferma dell’appalto svolto per una società di handling e subito dopo un’altra comunicazione che li informava che a causa delle gravi inadempienze di alcune società di handling avrebbero ricevuto solo il 50% del totale delle retribuzioni.

“Sono lavoratori che hanno passato problemi enormi per recuperare i loro soldi, ancora oggi ne devono recuperare una parte da quelle aziende cacciate dall’aeroporto perché infiltrate da mafiosi – spiega Alberto Ballotti, segretario Filt-Cgil – Siamo alla follia e all’assurdo, parliamo di un aeroporto in continua espansione”. Dunque all’aeroporto il lavoro c’è, e sarebbe in aumento, ma sulle spalle dei lavoratori si scarica la speculazione di un sistema, quello degli appalti e sub-appalti, di cui a farne le spese sono prorpio loro, ultimo anello – il più debole – di questa catena perversa.

“Il vero problema è la gestione di questi appalti e sub appalti, dati al massimo ribasso rispetto alle condizioni di questi lavoratori – sottolinea Ballotti – È una situazione molto grave e un conflitto che si farà sempre più forte, perché 32 famiglie rischiano il posto di lavoro. Sul territorio c’è una responsabilità forte di chi fino ad oggi è stato proprietario di quell’aeroporto, di chi ha una responsabilità politica di quanto avviene”.

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