Tutti i sindacati regionali e le Camere del lavoro di Reggio Emilia e Modena sono stati ammessi come parte civile nel processo Aemilia contro la ‘Ndrangheta. Cgil, Cisl e Uil sono state riconosciute parte lesa per la prima volta in un processo di mafia nel nord Italia ed una delle primissime volte in generale.

Esprimono “grande soddisfazione” Cgil, Cisl e Uil nell’apprendere la decisione del gup Francesca Zavaglia di ammettere i sindacati confederali come parti civili nel processo Aemilia contro la ‘Ndrangheta. Il giudice ha accolto anche la medesima istanza delle Camere del Lavoro di Reggio Emilia e Modena. Le organizzazioni sindacali confederali sono state riconosciute parte lesa per la prima volta in un processo di mafia nel nord Italia ed una delle primissime volte in generale. L’istanza di costituzione di parte civile dei sindacati, affidata agli avvocati Libero Mancuso, Vincenza Rando, Silvia Moisè e Andrea Ronchi, è stata ammessa per tutti i capi di imputazione indicati. “Questo ci responsabilizza ancora di più a stare in quel processo – afferma il segretario Cgil Vincenzo Colla – per rappresentare i lavoratori che si sono trovati a operare in territori dove c’è la mafia”.

Il lavoro si è confermato essere uno degli elementi centrali nei meccanismi di penetrazione della criminalità organizzata nell’economia legale” rimarcano i sindacati, sottolineando che “l’indagine ha messo in evidenza questo come elemento cardine, con il pesante corredo degli atti di stravolgimento delle regole del mercato del lavoro e di grave lesione dei diritti di lavoratrici e lavoratori”. Ci sono “lavoratori che sono stati minacciati, ricattati e questo per noi è inacettabile – sottolinea Colla – Se non recuperiamo il controllo democratico del territorio e facciamo vincere loro rischiamo di modificare l’identità di questa regione“.