Appena due giorni fa le donne di San Marino hanno festeggiato la vittoria al referendum per rendere legale l’aborto, ma poche settimane fa le donne del Texas si sono viste restringere le possibilità di ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza. E se le donne argentine sul finire dell’anno scorso hanno ottenuto una vittoria storica, quelle polacche continuano a mobilitarsi contro gli attacchi governativi.
Nella giornata transnazionale per l’aborto libero e sicuro a Bologna si scenderà in piazza per difendere un diritto che, nel 2021, non sembra ancora completamente garantito ed è ancora oggetto di battaglie.

Aborto, femministe in piazza contro gli attacchi

La manifestazione bolognese vedrà un concentramento alle 17.30 in piazza Nettuno da cui, un’ora dopo, partirà un corteo che farà diverse tappe per poi tornare al luogo di partenza. A promuovere la manifestazione sono state le realtà transfemministe bolognesi, come Mujeres Libres, Non Una di Meno, Laboratorio Smaschieramenti e La Mala Educacion.
«Vogliamo che questa non sia solo una data del calendario e vogliamo dare una connotazione transnazionale a questa mobilitazione», osserva ai nostri microfoni Alice delle Mujeres Libres.

Le battaglie per il diritto ad un aborto libero e sicuro, del resto, sono necessarie anche in Italia, dove il maggiore ostacolo all’accesso alla prestazione sanitaria è rappresentato dall’obiezione di coscienza.
Proprio le realtà tranfemministe hanno dato vita ad una mappatura dell’obiezione di coscienza in Emilia-Romagna, che dimostra come, nonostante vada meglio che in altre Regione, anche il nostro territorio riscontri problemi per garantire l’aborto.
«Ad esempio all’ospedale Sant’Orsola di Bologna – riporta l’attivista – l’obiezione di coscienza è al 71%».

Durante la manifestazione di oggi pomeriggio sarà possibile scrivere la propria rabbia su alcuni cartelli, ma prendere parola anche grazie ad un microfono aperto.

ASCOLTA L’INTERVISTA AD ALICE:

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