Lo stravolgimento causato dalla pandemia di Covid-19, come sappiamo, coinvolge l’intero sistema sanitario e l’accesso a prestazioni mediche che già prima riscontravano difficoltà, come l’interruzione volontaria di gravidanza, potrebbe risultare più faticoso. Per questo motivo il collettivo Mujeres Libres sta monitorando la situazione a Bologna, offrendo anche supporto alle donne che vogliono abortire.

Aborto: come è cambiato nell’emergenza sanitaria

“Durante questa emergenza si è ridotto il numero delle strutture che eseguono l’aborto – spiega Alice di Mujeres Libres – Ad esempio il policlinico Sant’Orsola non è disponibile al momento per effettuare interruzioni volontarie di gravidanza, quindi consigliamo di rivolgersi direttamente all’ospedale Maggiore”.
L’attivista spiega anche che non è più necessario passare prima dal consultorio, ma ci si può recare in ospedale in day hospital dalle 8.30 alle 12.30, dal lunedì al venerdì, sottoponendosi direttamente a tutti gli esami propedeutici a fissare l’appuntamento per l’interruzione volontaria di gravidanza.

Il collettivo sta effettuando un monitoraggio costante delle strutture, al fine di verificare la garanzia del servizio. “Stiamo informando anche sulla possibilità di effettuare l’aborto per via farmacologica, con la pillola Ru486 – sottolinea Alice – e mettiamo a disposizione anche un supporto psicologico per chiunque si appresti ad abortire, in un contesto di grande isolamento in cui c’è bisogno di una voce amica”. Mujeres Libres può essere contattata all’indirizzo e-mail viazambonifemminista@inventati.org o sulla pagina Facebook “Mujeres Libres Bologna”.

Il collettivo, infine, ha aderito anche alla campagna della rete italiana “Pro choice”, che si appella alla comunità scientifica per estendere i servizi ed applicare la legge 194 in modo fortemente adeguato all’emergenza sanitaria. “Ad esempio in Francia è stato aumentato l’aborto farmacologico – osserva l’attivista – unito all’assistenza telefonica di personale medico”.

ASCOLTA L’INTERVISTA AD ALICE: