Sarà la quinta edizione, quindi l’iniziativa comincia ad essere rodata. Nel pomeriggio del primo gennaio, a Bologna, associazioni confessionali e laiche, credenti e non credenti, reti civiche, comunità, gruppi informali, realtà interculturali e singoli individui daranno vita alla “Marcia della Pace e dell’Accoglienza 2020”. A promuovere l’iniziativa è Portico della Pace, che quest’anno ha voluto titolare la marcia “Insieme. Città aperte e solidali”.

Capodanno per la pace: l’origine della marcia

Tutto è cominciato nel 2015. Gli attentati terroristici a Parigi e il conflitto siriano hanno spinto alcune realtà ad organizzare una risposta pacifica. Pochi giorni dopo, proprio nel 2016, una serie di realtà diverse, ma accomunate dalla richiesta di pace, hanno dato vita all’esperienza del Portico della Pace, luogo civico di incontro e confronto di ogni linguaggio, cultura e fede religiosa.
“In risposta al bisogno di pace – scrivono gli organizzatori – contro le guerre, i conflitti e le disuguaglianze sociali ed economiche, per la giustizia e i diritti negati, la Marcia della Pace crea un momento forte di partecipazione per contribuire, tutti insieme, a ricomporre quegli ideali di solidarietà e accoglienza che appartengono alla città di Bologna e ne costituiscono l’identità”.

L’appuntamento dell’1 gennaio

La marcia di mercoledì alle ore 15, per i saluti di benvenuto, con partenza da Piazza VIII agosto. Si camminerà, quindi, fino a Piazza del Nettuno, dove verso le ore 17 avrà luogo l’intervento conclusivo di Cecilia Strada, ex presidente dell’ong Emergency.
“Condivido pienamente le parole con cui, anche quest’anno, il Portico della Pace ha organizzato la marcia del primo gennaio – ha affermato il sindaco di Bologna Virginio Merola – La parola insieme fonda la nostra comunità e costituisce la ragione dell’essere cittadini, che si sia nati qui o in un altro luogo. Abbiamo bisogno di un’ecologia delle parole e dei gesti. Oggi è più necessario che mai”.
A fianco di chi marcia per la pace ci sono, fin dagli esordi, due importanti sostenitori, il cardinale di Bologna Matteo Zuppi e Yassine Lafram, presidente Ucoii (Unione delle Comunità Islamiche d’Italia).

“La scelta del tema della marcia 2020 – spiegano ancora gli organizzatori – individua un percorso, un cammino partecipato e condiviso, da tutti quelli che si riconoscono nello ‘scendere in piazza’. Perché in certi casi bisogna esserci, insieme, per dire basta alle parole e ai gesti di odio, che feriscono i più deboli ma fanno male a tutti. Perché ci si salva soltanto insieme, sempre: dai pericoli del mare, dalla condizione di bisogno, dai rischi per la democrazia, che è un bene superiore che appartiene a tutti”.