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Nasce a Bologna la prima piattaforma di condivisione a 360°. Make Your Bo racchiude tutti i servizi di sharing economy in un solo sito ed ha scelto la nostra città come comunità di riferimento. L’idea è venuta ad alcuni giovani dopo un passaggio in auto con BlaBlaCar. Di lì la voglia di raggruppare tutto ciò che è condivisione.

Il lancio è avvenuto lo scorso 14 novembre, mentre venerdì scorso, a Dynamo, la velostazione inaugurata da poco, c’è stata la festa di lancio del progetto.
Parliamo di Make Your Bo , una piattaforma di condivisione che ha diverse particolarità. La prima, senza dubbio, è quella di raggruppare in un solo sito tutti i tipi di condivisione possibili: dagli appunti universitari al pranzo, dalla partita a calcetto al passaggio.
“Quando abbiamo iniziato a lavorare al progetto – spiega ai nostri microfoni Michele, una delle anime di Make Your Bo – ci siamo resi conto che non esisteva una piattaforma di sharing economy che raggruppasse tutti i servizi a 360°”.

L’idea è venuta ad un gruppo di studenti dell’Università di Bologna, di cui alcuni fuorisede, dopo aver usufruito di BlaBlaCar, il celebre servizio di condivisione di passaggi in auto. “Inizialmente lo feci per risparmiare sul viaggio – ammette Michele – ma mi sono trovato bene con gli altri passeggeri e mi sono reso conto di quanto fosse bello e formativo stare a contatto con altre persone“.
L’episodio fu la scintilla che innescò il progetto, per la cui gestazione è servito un anno.
Dopo aver assoldato programmatori e grafici ed aver deciso come strutturale la piattaforma, ecco che Make Your Bo è approdato a Bologna.

Perché è stata scelta proprio la nostra città come comunità di riferimento? “Bologna è una città frequentata da molti giovani – spiega Michele – Ci sembrava il luogo adatto per proporre un progetto di questo tipo”. Del resto, sotto le Due Torri sono nate anche le Social Streets ed è un terreno fertile per la condivisione.

Nello specifico, Make Your Bo è strutturata in quattro macro-categorie – Università, Sport, Sharing e Creatività – ciascuna delle quali ha delle sottocategorie.
Dopo la registrazione, il “maker, come viene chiamato l’utente per sottolineare che è protagonista, può creare attività che richiedono la partecipazione di altre persone o aderire ad attività di altri utenti. Le varie persone potranno parlare tra loro attraverso una chat e, come in ogni sistema di sharing che si rispetti, c’è anche un sistema di valutazione dei singoli maker e della loro affidabilità.

Eppure, nel recente passato, la sharing economy è stata al centro di forti polemiche e anche di azioni giudiziarie. Il servizio Uber è stato bloccato dalle proteste dei taxisti, che lo consideravano concorrenza sleale. Allo stesso modo Air Bnb, sistema per affittare per un periodo la propria casa, è nel mirino di albergatori ed affittuari, ma anche di chi sostiene che sia un modo per evadere le tasse derivanti dall’affitto.
“Penso che tutti i sistemi nuovi siano visti con diffidenza – commenta Michele – ma portano senza dubbio stimoli a rivedere il funzionamento di certe cose, a rivedere i servizi e renderli più accessibili“.

In questi giorni Make Your Bo sta subendo degli “stress test” per verificarne la stabilità e presto sarà disponibile anche un’app per i supporti mobili.
Per far conoscere il progetto c’è anche una pagina Facebook, dove gli organizzatori lanciano diversi contest che prevedono anche alcuni premi.
La verà prova sarà quella dei bolognesi, che da oggi hanno una piattaforma unica dove condividere tutto quello che possono immaginare.