Il coronavirus impedisce di scendere in piazza l’8 e il 9 marzo per i diritti delle donne e contro la violenza di genere? A Bologna la controproposta è di affacciarsi alla finestra per fare rumore, almeno per cinque minuti, gridando, suonando pentole e strumenti, rivendicando così il diritto alla lotta.
È di uno dei metodi “alternativi” pensati da Non Una Di Meno Bologna, di fronte al divieto precauzionale di assembramenti di persone per evitare un’eccessiva diffusione del Covid-19.

8 marzo: le alternative allo sciopero

“L’8 e il 9 marzo la rabbia femminista riecheggerà in tutto il mondo per il quarto anno di fila e vogliamo provare a essere anche noi parte della potenza di questo processo – scrive il comitato bolognese su Facebook – Così abbiamo pensato ad una moltiplicazione di pratiche per gridare la nostra rabbia contro tutte le forme di violenza maschile e di genere, compreso lo sfruttamento del lavoro domestico, di cura e di relazione, perché l’emergenza sanitaria non li ha interrotti, li ha intensificati”, aggiungono le femministe.

Il primo invito è quello a testimoniare. “Inviaci un messaggio vocale, o di testo, in cui ci racconti quali effetti ha avuto sulla tua vita e sul tuo lavoro l’emergenza coronavirus e da cosa vorresti scioperare”, scrive il movimento transfemminista. Per farlo, basterà collegarsi alla pagina Facebook del collettivo e inviare un messaggio vocale, che sarà pubblicato lunedì, quando in teoria era in programma lo sciopero nazionale dal lavoro, poi revocato dal collettivo femminista.

Ancora, l’invito delle attiviste di Non Una Di Meno Bologna è quello di appendere, domenica e lunedì, qualcosa di fucsia fuori dalla finestra di casa e di inviare poi una fotografia alla pagina Facebook. Stessa cosa se invece si andrà a lavoro, l’invito è sempre quello di indossare qualcosa di fucsia e di documentarlo.
Infine, domenica l’idea è quella di dare vita ad un “grido collettivo”. Appuntamento alle 16.00: “se sei a casa affacciati alla finestra o alla porta, urla e fai rumore per 5 minuti con pentole, padelle o qualsiasi altro strumento del lavoro domestico e di cura”.
Fonte: Dire

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