L’appello mondiale “Stop 5G dalla terra e dallo spazio” promuove la prima giornata di protesta unitaria internazionale, lo “Stop 5G Global Day” in programma per sabato 25 gennaio 2020.
Alla manifestazione aderiscono “Alleanza Europea Stop 5G” e “Alleanza Italiana Stop 5G”, che invitano tutte le associazioni, i comitati, gruppi di cittadini consapevoli e attivisti ad aderire all’iniziativa nelle rispettive città in maniera autonoma e spontanea, seppur in linea con le indicative fornite da “Alleanza Italiana Stop 5G”, ad esempio senza l’adesione di sigle partitiche.

5G: una manifestazione anche a Bologna

A livello regionale, la giornata di protesta è coordinata da “Stop 5G Emilia”, gruppo spontaneo di cittadini e cittadine – “non un comitato”, sottolineano – preoccupati per l’avvento della nuova tecnologia di quinta generazione.
Ai nostri microfoni la portavoce Miriam Cappi racconta le difficoltà incontrate dagli attivisti bolognesi nell’organizzazione della manifestazione del 25 gennaio nel capoluogo emiliano. In particolare, le difficoltà riguardo l’autorizzazione comunale per la manifestazione e la concessione del gazebo sono relative alle imminenti elezioni regionali, previste per il giorno successivo, domenica 26 gennaio.
Gli indugi iniziali sono poi stati superati perché, come Miriam Cappi ribadisce, “noi non rappresentiamo un gruppo politico, non facciamo convegni politici, ma semplicemente continuiamo la nostra battaglia affinché venga stoppata questa tecnologia che sta avanzando sempre di più”.

Il 5G, definito anche “Internet delle cose”, presenta due principali nodi problematici: i rischi legati alla salute e quelli relativi alla sicurezza.
Cappi ritiene che a livello nazionale, soprattutto, ci si stia muovendo principalmente in direzione delle conseguenze nell’ambito della salute e sottolinea la recente sentenza della Corte d’Appello di Torino, che il 14 gennaio scorso ha evidenziato il nesso esistente tra l’uso scorretto e prolungato del cellulare e l’insorgere di alcune tipologie di tumore. “La sentenza merita di essere ricordata – sottolinea Cappi – perché non solo riconosce la relazione tutt’ora negata dall’ultimo rapporto dell’Istituto superiore di sanità (Iss), ma ritiene che i danni in questione rappresentino danni da lavoro: si tratta di una sentenza che è andata a favore di un lavoratore per l’usura causata dall’uso eccessivo del cellulare”.
“Resta comunque chiaro – continua – che ci sono anche problemi per la sicurezza, in quanto si tratta pur sempre di una tecnologia che nasce in ambito militare. Collegate alla tecnologia 5G sorgono quindi numerose implicazioni, ma la priorità degli attivisti resta la necessità di salvaguardare la salute degli stessi cittadini”.

L’appuntamento è a Bologna per sabato 25 gennaio, raduno alle ore 14 in piazza XX settembre con le parole d’ordine “Stop sperimentazione 5G. Non vogliamo essere cavie!”. Successivamente il corteo procederà verso piazza Nettuno, dove verrà allestito un gazebo e fino alle ore 18 si terranno numerosi interventi. Per ogni informazione relativa agli attivisti emiliani e ai loro futuri programmi, è possibile consultare il gruppo facebook “Stop 5G Emilia”.

Teresa Fallavollita

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