Ieri, 4 ottobre 2020, a Bologna la pandemia non ha impedito di festeggiare il Santo Patrono. Una domenica eccezionale, in cui si sono fatte incontrare tre celebrazioni: quella di San Petronio, San Francesco e padre Marella.

Le celebrazioni religiose

La festa ha avuto inizio la mattina, in piazza del Nettuno, con una partita di basket in carrozzina, programmata dalla Polisportiva “I Bradipi”, evento organizzato con il sostegno della diocesi.

Monsignor Stefano Ottani, vicario generale per la Sinodalità, ha poi impartito la benedizione alla città, che ha avuto luogo, sotto le due Torri, presso la statua del Patrono e di fronte ai fedeli, distanziati secondo le norme di sicurezza e in mascherina .

Dalle ore 10 alle ore 16:30 , presso l’oratorio di San Filippo Neri, si è tenuta, con grande successo, la giornata di apertura del Festival Corale Internazionale CantaBO 2020, sotto la direzione artistica di Elide Melchioni.

Ma l’evento più importante ha avuto luogo dalle ore 16 in piazza Maggiore, dove, nel corso della messa solenne per la festa di San Petronio,è stata organizzata la cerimonia di beatificazione di Padre Olinto Marella, “il sacerdote dei poveri”.

A proclamare padre Marella nell’elenco dei beati è stato il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna su mandato di Papa Francesco, date le dimissioni del cardinale Becciu.

Don Olinto Marella verrà celebrato ogni 6 settembre.

Don Olinto Marella, “il barbone di Dio”

Nato a Pallestrina, in Veneto, nel 1882 don Olinto Marella, è stato ricordato dal cardinale Zuppi per il suo impegno a favore degli ultimi e dei più giovani.

Fine studioso, padre Olinto aveva studiato in seminario al fianco di Angelo Roncalli, futuro Papa Giovanni XXIII.

Preoccupato per le condizioni di povertà ed analfabetismo degli abitanti di Pallestrina, fondò con il fratello il Ricreatorio Popolare, un progetto educativo di integrazione culturale.

Il percorso di don Olinto, etichettato come “troppo evangelico”, venne fortemente criticato dalla chiesa ufficiale, tanto da costargli la sospensione a divinis firmata da papa Pio X nel 1909. Dopo essere stato espulso dalla chiesa, esercitò il mestiere professore e fu anche insegnante di Indro Montanelli.

È nel 1924 che Olinto si stabilì a Bologna, dove solo nel 1925 poté tornare a celebrare la messa, senza dimenticare il suo progetto educativo, con cui istruì giovani orfani e abbandonati, guadagnandosi l’appellativo di “barbone di Dio”. “Pane, parole e poveri” sono i tre concetti che don Olinto ha saputo unire in unico gesto, offrendo la colazione ai più poveri, ogni mattina, dopo la messa.

Morì nel 1969, il 6 settembre, giorno della sua celebrazione.

Concerti, mercatini e fuochi d’artificio

Purtroppo, è saltato a causa del maltempo il tradizionale concerto che prevedeva l’esibizione dei Nomadi e della band Joe Dibrutto.

Tuttavia, in serata, la pioggia non ha frenato lo spettacolo dei fuochi d’artificio, che ha illuminato, come di consueto, Piazza Maggiore.

Per tutti gli appassionati di vintage, è tornato a grande richiesta, il San Petronio Market, organizzato presso ZAU – Zapap Officine Urbane dal gruppo Armadio Circolare. La formula è stata quella del market tradizionale: un giro tra i banchetti da accompagnare, a piacimento, con un bicchiere di birra.