Prosegue l’appuntamento settimanale della redazione di Vanloon con i percorsi di ascolti per questo Mese partigiano che lanciamo ogni anno e, con maggior forza, per questo 75esimo anniversario che dovremo passare senza sentire la bellezza dell’essere in piazza tutti e tutte assieme.
Nelle precedenti puntate vi abbiamo parlato di alcune esperienze della Resistenza italiana ed europea, per capire quanto possa essere stato sfaccettato il concetto di antifascismo e di liberazione e vi abbiamo raccontato alcune vite partigiane tratte dalla nostraspeciale rubrica Petit x sulle biografie.

25 aprile, il contesto dell’antifascismo

Oggi andiamo invece a proporvi alcune puntate che contribuiscono a costruire il contesto in cui è maturata la consapevolezza della necessaria opposizione al fascismo: gli antifascisti degli anni Venti, che quindi avevano conosciuto l’esperienza del confino, dell’esilio e della repressione, furono numericamente meno rispetto ai tanti e tante che erano cresciuti nell’Italia fascista. Su queste premesse capiamo quanto l’esperienza della Resistenza fu parte di un conflitto molto più complesso: lo ha spiegato lo storico Claudio Pavone, il primo a introdurre il concetto di guerra civile per parlare degli anni fra il 1943 e il 1945.

Il concetto di guerra civile è da tenere in forte considerazione per comprendere anche le strategie militari e politiche di repressione che vennero messe in campo dalla Repubblica Sociale Italiana e dalle truppe tedesche d’occupazione. All’interno della guerra civile c’è anche la guerra ai civili, con l’Italia puntellata da stragi compiute dalle truppe tedesche di concerto con i fascisti: per seguire la traccia di questa linea di sangue assieme alla risalita del fronte si può esplorare l’Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia, (realizzato da ANPI e INSMLI) che è diventato anche un libro, Zone di guerra, geografie di sangue. L’Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia (1943-1945) a cura di Gianluca Fulvetti e Franco Pezzino, cui ha collaborato, per parlare dell’Emilia Romagna, la storica bolognese Toni Rovatti che abbiamo intervistato.

Il simbolo di questa stagione di violenza è anche uno dei luoghi della nostra ritualità del 25 aprile, Il Parco di Monte Sole: un parco/memoriale nato nel 1989 per esplorare quella che nell’immaginario viene ricordata come la Strage di Marzabotto. Analizzare i riti della memoria che si tengono a Marzabotto ci permette di capire quanto anche il ricordo della strage e il significato dell’idea di antifascismo siano cambiate nel corso degli anni: il libro di Andrea Ventura I tempi del ricordo la memoria pubblica del massacro di Monte Sole (Zikkaron edizioni 2017) è un’ottima maniera per entrare in questa riflessione di uso pubblico della storia.

Il sangue versato, dai partigiani e dalle partigiane come quello dei civili che hanno subito la guerra, segna una linea innanzitutto morale, che non può non tradursi in una riflessione politica che facciamo anche nella veste di storici e storiche e non solo di antifascisti ed antifasciste. Per tal motivo nel 2017 ci è sembrato importante dedicare una specifica puntata per smontare e discutere una rubrica che era stata lanciata da “Il Resto del Carlino”, La morte della patria, basata su un racconto dell’Italia dell’8 settembre che strizzava l’occhio alle scelte dei “ragazzi di Salò”.

Quello che compare sui giornali, ahinoi, va vagliato con attenzione. Una delle nostre rubriche fisse per gli anniversari è proprio quella della Rassegna stampa, in cui facciamo i conti sulle narrazioni che vengono date sui quotidiani, sulle riviste e sul web.

Anche per questo 75esimo, come l’anno scorso, torneremo a commentare con voi le varie uscite di queste settimane attorno all’anniversario, pur con il rimpianto di farlo dal nostro salotto! Ci vediamo il 25 aprile alle 14.

Vanloon va in onda sabato alle 14 sulle frequenze di Radio città Fujiko. Potete seguire la diretta streaming dal sito della radio e ascoltare i nostri podcast, dal lunedì mattina sempre su www.radiovanloon.info.
Stay tuned, stay rebel!