Toglie ogni spazio alle “piste alternative” che in questi anni hanno tentato di depistare ed impedire di arrivare alla verità giudiziaria. Il manifesto dell’associazione dei famigliari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, in occasione del 40° anniversario, recita: “La strage è stata organizzata dai vertici della loggia massonica P2, protetta dai vertici dei servizi segreti italiani, eseguita da terroristi fascisti“.
Forti della sentenza di primo grado che ha condannato per concorso l’ex terrorista Gilberto Cavallini e del processo sui mandanti che si aprirà e che ha indicato i nomi dei vertici della P2, i famigliari delle vittime hanno così chiuso il cerchio di quello che accadde in quella tragica estate di quarant’anni fa.

2 agosto 1980, la ricostruzione definitiva

Il tassello mancante nella storia della strage alla stazione di Bologna è sempre stato quello dei mandanti. Se negli anni si è arrivati agli esecutori materiali – Francesca Mambro, Valerio Fioravanti e Luigi Ciavardini – e a fiancheggiatori e depistatori, è solo negli ultimi due anni che anche la magistratura ha acceso i riflettori sui mandanti, in particolare sulla loggia massonica P2, con i suoi vertici Licio Gelli e Umberto Ortolani.

“La strage è stata organizzata nel 1979 dai vertici della loggia massonica P2 – ricostruisce Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione dei famigliari – In quell’operazione hanno messo a punto anche tutta una serie di depistaggi che si sono sviluppati preventivamente e dopo la strage. Nel giugno del 1980, quando il giudice Mario Amato stava scoprendo i vertici di tutta questa operazione, che stavano insanguinando Roma con tutta una serie di attentati, fu ucciso. Quando alla fine di giugno si è cominciato a sapere da ambienti carcerari che ci sarebbe stato un attentato ‘di cui avrebbero parlato i giornali di tutto il mondo’, i servizi segreti italiani, anziché cercare di fermare la strage, hanno fatto in modo che nessuno venisse ostacolato”.

La presa in giro della desecretazione degli atti

Bolognesi denuncia anche quanto è accaduto e sta accadendo attorno alla “Direttiva Renzi“, il provvedimento del 2014 con cui è stata disposta la digitalizzazione degli atti relativi alle stragi in Italia.
Il problema che si è verificato è che i documenti forniti dai servizi segreti per essere digitalizzati sono ben poca cosa rispetto alle carte che esistono.
“Con quel materiale non si sarebbe nemmeno svolto il processo di primo grado”, osserva il presidente dei famigliari delle vittime.

Ci hanno preso in giro – osserva Bolognesi – Quando abbiamo chiesto il curriculum dei terroristi, ci è stato risposto che la desecretazione riguardava i fatti, non le persone. Ma i fatti sono strettamente connessi alle persone”.
La decisione su cosa desecretare e cosa no, continua il presidente dei famigliari, è stata presa a porte chiuse, senza il coinvolgimento delle associazioni delle vittime. Pertanto sembra rimanere, anche se a quarant’anni da quei fatti, una certa reticenza degli apparati dello Stato a far emergere tutta la verità sulla stagione delle stragi in Italia.

Le commemorazioni del 2 agosto

Il 40° anniversario della strage alla stazione di Bologna dovrà adeguarsi alle restrizioni imposte dalla pandemia di Covid-19. Non ci sarà quindi il tradizionale corteo che dal palazzo comunale giungeva in Piazzale Medaglie D’Oro.
La mattina del 2 agosto nel cortile d’onore di Palazzo D’Accursio si terranno le iniziative che solitamente si svolgevano in Sala Rossa e nell’aula del Consiglio comunale, poi i discorsi ufficiali verranno svolti in piazza Maggiore, sul palco che oggi ospita “Sotto le stelle del cinema”.

Da piazza Maggiore, quindi, alcuni pullman dei famigliari delle vittime, preceduti dall’autobus 37 utilizzato per i soccorsi di quel 2 agosto 1980, arriveranno in stazione per deporre corone di fiori.
Ancora non è certo se il minuto di silenzio delle 10.25, che solitamente costituisce l’apice dell’emozione legata al ricordo della strage che provocò 85 morti e 200 feriti, si terrà in piazza Maggiore o in stazione.

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