Lo ha annunciato due settimane fa il presidente dell’associazione dei famigliari delle vittime della strage alla stazione di Bologna, Paolo Bolognesi: a causa delle restrizioni dettate dalla pandemia di Covid-19, il tradizionale corteo del 2 agosto per commemorare la strage, che quest’anno è giunta al 40° anniversario, non si farà.
Gli stessi famigliari non sono entusiasti di questa disposizione delle autorità, ma a Bologna la società civile e il mondo intellettuale stanno manifestando ancora più disappunto e pensando ad alternative.

2 agosto 1980: la mobilitazione per il corteo

Il programma della giornata di domenica 2 agosto dovrebbe essere completamente rivoluzionato rispetto agli anni scorsi. Gli incontri con le istituzioni dovrebbero tenersi nel cortile d’onore di Palazzo D’Accursio, mentre le orazioni dei relatori dovrebbero tenersi sul palco di “Sotto le stelle del cinema” in piazza Maggiore. Poi alcuni pullman dei famigliari si dirigeranno in stazione, dove verranno depositate delle corone di fiori.
In molti, però, hanno chiesto che ne sarà del minuto di silenzio, concluso dai suggestivi fischi del locomotore sul primo binario della stazione. Una domanda a cui non si è ancora data una risposta.

Il 2 agosto a Bologna è diventato un rito civile a cui la città non vuole rinunciare, sia per il ricordo delle 85 vittime e dei 200 feriti della strage fascista, sia per continuare a chiedere piene verità e giustizia.
Sulle pagine di Repubblica Bologna, quest’oggi, l’attore Matteo Belli, che in questi anni ha “firmato” i ricordi artistici delle commemorazioni, interviene sull’argomento del corteo proibito e così fanno sui social network decine di cittadini e intellettuali.

“Non è possibile che in Romagna si faccia la Notte Rosa e a Bologna, per il quarantesimo anniversario della strage, non si possa fare il corteo del 2 agosto”, spiega ai nostri microfoni Cristina Gaggioli.
Cristina è una cittadina che ieri, parlando con amici, non riusciva a farsi una ragione dell’annullamento del corteo, la manifestazione più sentita dai bolognesi. Per questo motivo ha scritto un post su Facebook lanciando un’idea alternativa, quella di una “passeggiata” informale sullo stesso percorso del corteo, da piazza Nettuno alla stazione.

“Non è una provocazione, né un atto di disobbedienza civile o contro qualcuno – continua Cristina – è la risposta ad un bisogno che penso tanti bolognesi abbiano”.
Approfittando della T pedonale, dunque, chi lo desidera potrà trovarsi alle 9.00 in piazza Nettuno e portare un fiore da deporre sulla lapide che ricorda le vittime della strage dopo aver percorso via Indipendenza fino alla stazione.

ASCOLTA L’INTERVISTA A CRISTINA GAGGIOLI:

Mattarella a Bologna per commemorare le stragi

Nel frattempo il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha confermato che sarà a Bologna giovedì per incontrare i famigliari delle vittime a quarant’anni dalla strage.
Il Capo dello Stato incontrerà anche i famigliari delle vittime della strage di Ustica, che anch’essa avvenne quarant’anni fa, e visiterà il Museo della Memoria. Ad accompagnare il presidente Mattarella nel suo percorso ci saranno il sindaco Virginio Merola e il presidente della Regione Stefano Bonaccini, la prefetta Francesca Ferrandino e i vertici delle forze dell’ordine.