Radio Città Fujiko»Notizie

Zingaretti è una speranza o un problema per la sinistra?

Voci a confronto sul nuovo segretario del Partito Democratico.


di Alessandro Canella
Categorie: Politica
IM_Nicola_Zingaretti.jpg
Nicola Zingaretti

Nicola Zingaretti ha vinto le primarie ed è il nuovo segretario del Pd. Le reazioni si dividono tra chi nutre una speranza per la rinascita della sinistra in Italia e chi, invece, vede in Zingaretti e nel Pd un ostacolo per una svolta in discontinuità con le politiche liberiste. A confronto le opinioni di Lorenzo Cipriani, Giovanni Paglia, Vincenzo Branà e Viola Carofalo.

Con circa il 70% dei consensi, Nicola Zingaretti è il nuovo segretario del Partito Democratico. Ad incoronarlo sono stati i cittadini che hanno partecipato alle primarie di ieri: quasi 1,8 milioni di elettori. Un dato, quello della partecipazione, che ha dato speranza ai vertici dem, dal momento che tutti i pronostici davano un'affluenza inferiore al milione di persone.

Il superamento dell'obiettivo di affluenza ha portato, sia nel partito che su alcuni quotidiani, ad un'ondata di euforia che però va contestualizzata alla crisi che il Pd sta attraversando da ormai 12 anni.
I dati, elaborati in un'infografica da Data Media Hub , delle diverse primarie, da quelle del 2007 che portarono all'elezione di Walter Veltroni a quelle di ieri che hanno incoronato Zingaretti, sottolineano un calo di partecipazione pari a 1.764mila unità. Lo stesso segretario del Pd (sempre da Veltroni a Zingaretti) è stato eletto con uno scardo di 1,5 milioni di voti.

L'ANDAMENTO DELLA PARTECIPAZIONE ALLE PRIMARIE DEL PD:
testo

Ancor prima della chiusura delle urne delle primarie, nel variegato universo della sinistra è nato un dibattito su come leggere un rilancio del Pd nel panorama politico italiano.
Se la vittoria di Zingaretti rappresenta un'indicazione popolare alla proposta più di sinistra tra quella dei partecipanti, alcuni sottolineano come lo stesso vincitore, durante la campagna elettorale, non abbia pronunciato parole di discontinuità col passato su temi rilevanti, dalla patrimoniale al Jobs Act, dal Tav alla linea Minniti sull'immigrazione.

Come leggere dunque la vittoria di Zingaretti? Come un primo passo verso la ricostruzione di una sinistra in Italia? Come la rimozione di un ostacolo al ritorno del centrosinistra? Come un grosso equivoco che ostacola la nascita di qualcosa di simile a Corbyn nel Regno Unito o Sanders negli Usa?
Attorno a questa domanda abbiamo raccolto diversi pareri e ve li proponiamo per un confronto a distanza.

Ad aver sostenuto la candidatura di Nicola Zingaretti è Lorenzo Cipriani, presidente del Quartiere Porto-Saragozza a Bologna.
Cipriani ha un lungo trascorso in Sel, ma non ha mai seguito l'evoluzione del partito. Al punto che da poche settimane ha annunciato la sua iscrizione al Pd
La vittoria di Zingaretti, per Cipriani, rappresenta una svolta, mentre i distinguo che provengono da sinistra "sono fuori tempo massimo".

ASCOLTA L'INTERVISTA A LORENZO CIPRIANI:


Di parere diverso è un ex collega di Cipriani, Giovanni Paglia, ex deputato ed esponente di Sinistra Italiana.
Per Paglia quello che accade dentro al Pd ha poco a che fare con la sinistra, ma più col centro. La vittoria di Zingaretti, però, rappresenta una novità che potrebbe portare all'apertura di un dialogo all'interno di quello che fu il centrosinistra.

ASCOLTA L'INTERVISTA A GIOVANNI PAGLIA:


La vittoria di Zingaretti viene letta come una speranza da Vincenzo Branà, presidente del Cassero, che ricorda la battaglia del governatore del Lazio per limitare la presenza di obiettori di coscienza della legge 194 all'interno degli ospedali pubblici.
Il problema a cui Zingaretti dovrebbe fornire una soluzione è quello delle politiche di destra portate avanti negli ultimi anni dal partito. Secondo Branà, infine, il fatto che il neosegretario del Pd non abbia fatto dichiarazioni in discontinuità con alcune politiche del recente passato è conseguenza del clima e degli equilibri interni al partito stesso.

ASCOLTA L'INTERVISTA A VINCENZO BRANÀ:


Infine Viola Carofalo, portavoce nazionale di Potere al Popolo, sottolinea che il punto non è la simpatia o l'antipatia verso Zingaretti, ma proprio la discontinuità con le politiche del partito, che sembra mancare.
Ma allora lo stesso Zingaretti potrebbe rappresentare un problema per la sinistra, illudendo nuovamente fette di elettorato di una svolta nei contenuti e nelle proposte che poi non arriverà?
"Per me è importante arrivare a costruire qualcosa che sia realmente di sinistra - osserva Carofalo - Ma non per giocare a chi è più estremo, ma per recuperare tanto astensionismo, tanti che hanno votato M5S e anche chi, un tempo di sinistra, ha votato Lega".

ASCOLTA L'INTERVISTA A VIOLA CAROFALO:
 

53292287_10156362858367568_2651891766952722432_n.jpg

Ascolta Online


realizzato da Channelweb srl  /  progetto grafico Eddy Anselmi  /  P. IVA 00954970372

Questo sito web impiega cookie tecnici e di profilazione, proseguendo nella navigazione si acconsente al loro utilizzo close[ informazioni ]